Finis

 
"(H)ermetic Tower", Lorenzo Barberis 2010

La fine non è quella di questo blog, ma della scuola. Oggi ultimo giorno di lezione, e con questo anno che se ne va sono dieci anni d'insegnamento - avendo io iniziato a insegnare nel lontano anno accademico 1999-2000. Così, per le regole del mondo scolastico, anche se mi sono laureato nel 2000 il mio insegnamento inizia simbolicamente ancora nell'altro millennio. La scuola è cambiata, in questi dieci anni. Sembrano passati davvero mille anni. Allora c'era Berlinguer, che di lì a poco avrebbe lasciato per De Mauro. Poi venne la Moratti, col ritorno della destra, e quindi Fioroni per due anni. E ora la Gelmini... il declino si è sempre accentuato, con una tremenda accelerazione negli ultimi tempi, complice la crisi. Ma in questo blog non voglio parlare della infelice situazione attuale; parlo quindi invece dei dettagli ermetici del mio istituto, colti nel momento vagamente malinconico del deserto che segue l'ultima uscita degli allievi, documentando l'ermetismo di una scuola. La scuola è un ex convento, e al pianterreno sopravvive l'antica cappella, divenuta ora l'aula computer, moderno luogo sacro. Gli stucchi tardottocenteschi sono ancora visibili sotto l'imbiancatura, e la gigantesca croce a mosaico spicca ancora sulla parete di fondo, creando non pochi problemi quando le direttive europee diverranno legge nel nostro paese. Salendo le scale ci accolgono due affreschi. Il primo, datato 2002 e intitolato "Loca", rappresenta una pin up in manga-style che ci squadra ammiccante. Il migliore è indubbiamente il secondo, la copertina di questo post, che si trova al piano successivo e raffigura una ermetica fanciulla sullo sfondo di una città metafisica che la torre, pur distorta in un turbine di energia surrealista, è riconoscibile come quella di Mondovì. Al terzo piano, i deserti corridoi sono sorvegliati da lunghe teorie di bafometti appendiabiti, i tratti del vosto stilizzati ma perfettamente percettibili. Lascio la scuola, spero non per l'ultima volta. L'arrivederci, questa volta, ha qualcosa di scaramantico.

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