Grease

"The Trasformation of Sandra Dee", Grease (1978)

As for you, Troy Donahue, I know what you wanna do. You've got your crust, I'm no object of lust. I'm just plain Sandra Dee.

Ieri sera spettacolo di Grease del circolo "La Terna" dove mia moglie va a fare danza: quindi presenza obbligatoria e post relativo. Ha ripreso quest'anno dopo aver interrotto nel 2000, un anno prima di esserci conosciuti: è stato strano vedere qualcuno con cui stai da quasi dieci anni fare qualcosa che avevi associato al suo passato... comunque, spettacolo di buon livello, molto curato nei costumi, negli allestimenti, oltre che ovviamente nei balletti. "Grease" (1978) di per sé non ha nulla di esoterico, ovviamente, ma rappresenta con graffiante ironia la fine di quegli anni '50 (il film è del 1959) dove si ambientano i più classici film di fantascienza aliena, i goffi invasori spaziali figli dello Chtulu di Lovecraft che irrompono a terrorizzare la vita della classica tranquilla scuola di provincia, con le sue cheerleader, la sua squadra di baseball e insomma tutto l'armamentario messo in scena dal celebre musical. Non a caso, del resto, il film cita esplicitamente "The Blob" (1958), il figlio migliore di quella nidiata di fantascienza cinematografica, nella scena immancabile del drive-in. E poi, al di là della cornice tutta la storia della trasformazione di Sandy (il cui nome deriva da Sandra Dee, la good girl per antonomasia, di cui la canzone omonima cita il film "A Summer Place") da candida fanciulla a dark lady (anche visivamente) tramite il suo incontro con Danny è una lontana e remota eco culturali di una grande tradizione di teatro alchemico che ha il suo avvio con l'Othello di Shakespeare, dove il principio bianco femminile si incontra/scontra col principio nero maschile con esiti differenti (disastrosi in Othello, positivi nella Bisbetica Domata, ad esempio). Qui, come si vede dalle due foto di copertina, l'Opera Al Nero riesce perfettamente. E in fondo, Sandra Dee... l'attrice, nata nel 1942, vince il Golden Globe come promessa del cinema hollywoodiano nel 1959 di Grease. Nei '60 la sua carriera declina e nel 1970, all'apice del suo declino, ha una parte da bibliotecaria in un B-Movie di qualità, "The Dunwich Horror", prodotto da Roger Corman, figurando anche nella locandina del film, dove veniva divorata dall'orrore lovecraftiano protagonista della storia. Quindi, in definitiva, facendo un bilancio generale non posso dire che il musical mi sia dispiaciuto... anche se un cultore del fantastico come me non può che attendere sempre speranzoso di vedere irrompere qualche creatura dallo spazio profondo a turbare la quiete idilliaca della High School anni '50, funestata solo dal rombante motore dell'automobile nera degli Scorpions, con i suoi rostri dentati e i suoi retrorazzi fiammeggianti.

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