Sheer Luck, Holmes!

""1887-Enzo 1992", Lorenzo Barberis 2009

  La figura di Sherlock Holmes mi ha da sempre affascinato fin da quando, alle medie, lessi il suo primo romanzo, "Uno Studio In Rosso". "Nella matassa incolore della vita corre il filo rosso del delitto, ed il nostro compito consiste nel dipanarlo, isolarlo, esporne ogni pollice." afferma Holmes spiegando a Watson il suo mestiere. Questa idea della detection mi piacque, più che per il senso di giustizia che la ispirava, per l'idea di indagine acuta e minuziosa che ne scaturiva. Scoprii di lì a poco che Holmes e quella frase che mi aveva tanto colpito derivavano dal Dupin di Poe (a cui questo blog in fondo è intitolato), il cui primo racconto era introdotto dall'affermazione di Svetonio: “Quale canzone cantassero le sirene, o quale nome assumesse Achille quando si nascose tra le donne, per quanto problemi sconcertanti, non sono al di là di ogni congettura”. Un'idea dello studio della letteratura e dell'arte in generale che ha segnato i miei interessi e i miei studi, e che perdura ancora adesso, nello spirito di questo blog: la ricerca dell'arte "esoterica", ovvero di messaggi e intersecazioni nascosti al suo interno, che solo il lettore più attento è in grado di cogliere e interpretare. Per questo da tempo meditavo di inserire un breve scritto che ho composto sulla fortuna holmesiana, scaturito dalla visione del recente "Holmes" muscolare di Guy Ritchie (2009) che aveva portato, su suggerimento di un amico, al favoloso "Il fratello più furbo di Sherlock Holmes" di Gene Wilder (1975), dove l'invidioso protagonista Sigerson Holmes parla del fratello maggiore come di "Sheer Luck Holmes", "Holmes Pura-Fortuna". L'occasione di postare il breve saggio mi giunge oggi, giorno di pausa dagli scrutini, in cui terminando il volume del mio antico, spocchioso controrelatore universitario, preso per pura curiosità, ho appreso che una ricerca che volevo intraprendere - la ricezione della fotografia nella letteratura italiana - è stata appena pubblicata da un accademico siciliano. Ovviamente continuerò il lavoro - anzi, potrei anche postare qualcosa sul blog - ma senza particolari ansie o fretta: ormai è pressoché inutilizzabile a livello di pubblicazione. Un colpo di "sheer luck", anche questo, perché mi ha aiutato a decidere su quali lavori concentrarmi quest'estate, invece di disperdere energie. Nel prossimo post - doppio, per oggi, per la prima volta - il saggio in questione... buona lettura!

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