Sol-Lune

"Inno al Sole", Ego Bianchi 1957, foto Barberis Lorenzo 2008

Scartabellando sul computer ho ritrovato la foto del Sole lunare di Ego Bianchi sulla facciata dell'edificio che ha sostituito il Cinema Italia a Mondovì. Si tratta di quanto resta di un ciclo decorativo ben più complesso, commissionato a Bianchi nel 1956 e da lui realizzato in ceramica - materiale tipico della cultura industriale monregalese - ad Albissola nel 1957, l'anno della morte, col titolo "Inno al Sole". Il ciclo includeva le maschere della tragedia e commedia posta sui due balconi di primo e secondo piano, come si addice all'iconografia di un luogo deputato allo spettacolo. Ma la decorazione superiore era quella più significativa: Hermes apriva un corteo di musici col suo caduceo, seguito da una menade suonante due flauti, e due satiri suonanti il cembalo e la lira. Al centro appare il Sole-Luna, in cui, come si vede, pare quasi che il sole stia suggendo le energie alchemiche della fase lunare dell'Opera. La sua posizione al centro del grande pannello sembrava quasi significare una cerimonia di trasformazione propiziata dalla danza rituale: il titolo stesso, "Inno al Sole", sembra descrivere il rito celebrato dal corteo dei danzanti, oggi cancellati. Il Cinema decorato da Bianchi dava il nome al Corso Italia, la via principale del quartiere dell'Altipiano, che si diparte dalla nuova stazione fascista del 1933, divenendo Corso Europa nel suo prolungamento che termina con la piscina comunale. Il ciclo figurativo pareva avere quasi un simbolico valore rituale trasformativo: la luna tramontante della vecchia Mondovì che viene a pulsare nell'Altipiano del futuro. Nel 1956 del resto, anno in cui Bianchi, monregalese dal 1950, idea l'opera, l'Altipiano si è staccato dalla storica parrocchia di San Pietro a Breo per divenire indipendente, ma la nuova chiesa deve essere ancora edificata. Bianchi quindi col suo cinema poneva il primo simbolo del nuovo quartiere. Negli anni 2000, la città di Mondovì riuscì a distruggerlo in tempo per celebrare degnamente il cinquantennale della morte di Bianchi, nel 2007. Ad ogni modo, con le due foto di copertina si vuole segnalare il parallelo evidente (occhio picassiano frontale anche nel profilo, bocca prominente) tra l'iconografia della luna di Bianchi col ben più antico - primonovecentesco? - ciclo del "Dominus Dedit" di Piazza, di cui ho avuto già modo di parlare.

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