Moromarinetti

"Moromarinetti", Lorenzo Barberis 2010

Bello spettacolo a Mondovì Piazza l'altra sera, all'interno del progetto SMIR del Marcovaldo. L'Orchestra Meccanica Marinetti, composta di un sol uomo dotato di protesi cyborg che gli consentivano di comandare a distanza robotici strumenti, ha suonato "Nag Hammadi", una serie di componimenti post-rock ispirati alla celebre comunità essenica (il riferimento probabilmente passa per Philip Dick, grande coniugatore di automi e di gnosi). Spettacolare soprattutto l'impatto scenografico, con una gigantesca ruota meccanica dietro all'esecutore-direttore umano, che nelle movenze ricordava il Joh Friedersen legato alla Macchina nella celebre scena di Metropolis. A differenza del giovane capitalista, però, il suo controllo sulle macchine controllate era magistrale; scenicamente incombente soprattutto l'impatto dei tamburi, una serie di grossi fusti industriali arancioni, ordinata schiera di automi musicali. Non credo si trattasse di una voluta citazione del Moro di Mondovì, l'automa della chiesa di San Pietro che dalla fine del '700 batte le ore dal suo campanile e che è divenuto uno dei simboli della città; ma in ogni caso la cosa si assemblava perfettamente nell'insieme moro-marinettiano.

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