Pains of Spain

Shakira 2010

Ieri sera finale della Coppa del Mondo del Sudafrica 2010 con gli amici, unica occasione in cui di solito mi impongo la visione di una partita di calcio. Ma questa volta era oggetto di una singolare nemesi storica, perché l'Olanda aveva la possibilità di sconfiggere i suoi antichi oppressori cattolico ispanici nel territorio della sua ex colonia sudafricana. Tra l'altro, curiosamente, le due nazioni europee cromaticamente sono simbolicamente equivalenti: il giallo+rosso della Spagna dà l'arancione dinastico degli Olandesi. Si tifa Olanda, ovviamente, per il gusto della nemesi storica, e poi per quello che il paese rappresenta, punta progressista avanzata dell'Europa. Paese particolare, minore rispetto alle cinque grandi culture europee - Italia, Francia, Inghilterra, Germania, Spagna - ma al tempo stesso loro avanguardia, già dal basso medioevo mercantile, con l'hi tech delle sue dighe e dei suoi mulini, lo sviluppo della pittura ad olio e la camera obscura dei suoi minuziosi artisti, seguaci di Jan Van Eyck, e il geniale Elogio della Follia del laureato torinese Erasmo da Rotterdam, apprezzato anche dal nostro presidente del consiglio. Poi, col protestantesimo e la ribellione alla Spagna del ferocissimo duca d'Alba (quella spagnola ovviamente, non quella cuneese) l'Olanda diviene nel 1581 prima repubblica europea moderna di grandi dimensioni, col suo Statholder Guglielmo I d'Orange, il taciturno, sovrano-presidente nell'età dei Re Assoluti. Il secolo d'oro dell'Olanda, con la filosofia di Spinoza e la pittura di Rembrandt che rinnovano i fasti di Erasmo e Van Eyck. A fine secolo dalla dinastia governante uscirà Guglielmo III d'Orange, che nel 1689, a coronamento della Glorious Revolution inglese, verrà nominato nuovo re costituzionale dell'Inghilterra, avviando il secolo delle grandi rivoluzioni liberali che giungerà a compimento, appunto, nel 1789 francese. Purtroppo le forze storiche si sono rivoltate ieri sera contro gli Orange, e all'ultimo minuto del recupero, prima degli aleatori calci di rigore, gli Spagnoli hanno segnato l'unico decisivo goal della partita. Del resto, l'inno ufficioso del mondiale è della cantante colombiana Shakira, proveniente cioè dall'ex colonia spagnola oggi celebre per la cocaina di qualità. Una circolarità sudafricana (Mandela = Mandala?) probabilmente priva di significato; comunque l'unico elemento per me d'interesse in uno sport che capisco e apprezzo poco. Insomma, come avranno avuto modo di scoprire tristemente gli olandesi, alla loro terza finale mondiale, la Spagna per la prima volta finalista conferma il suo valore palindromico: S-PAIN = PAIN-S.

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