Stay

Continua il caldo torrido scoppiato all'improvviso con l'inizio di luglio. Per rinfrescarci, un bel thriller psicologico, "Stay" (2005) di Marc Forster, valido regista svizzero-tedesco autore nel 2008 dell'ultimo capitolo della saga di James Bond, "Quantum of Solace", e di Finding Neverland (2004) sulla vita dell'autore di Peter Pan, J.M.Barrie. Il film è interessante, anche se il rovesciamento finale è un po' deludente. Classico thriller psicanalitico, con un analista che, aiutato dalla fidanzata insegnante d'arte, inizia a indagare su un paziente, un giovane pittore la cui follia consiste in visioni che si rivelano poi vere. Dal profilo ermetico va notata la presenza dell'ennesima citazione dell'Amleto, dove la ragazza amata dal protagonista Henry ripete la battuta del principe che vede la Danimarca come una grande prigione. Una citazione che, rivista dopo il finale, acquisisce un senso (che non svelo) assieme ad altri intricati, labirintici riferimenti, come i dipinti astratti realizzati dal protagonista, che ricorrono sulle pareti di tutti gli ambienti del film.

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