Vacanze



Lorenzo Barberis 2010

Finalmente finito ogni impegno scolastico, col mese di luglio si inaugura la piena stagione di vacanza. Il caldo torrido è anche lui arrivato a segnare l'avvio della piena estate, dopo una inspiegabile latitanza a giugno. La mia foto di chiusura della scuola è divenuta la copertina di questo mese di www.urfaut.com, per l'alchimista digitale di cui mi è capitato di scrivere in passato.

Un'immagine che mi piace molto, e che vede la vecchia cappella dei Padri Passionisti imbiancata sulle decorazioni dal gusto tardoottocentesco, di cui si salva solo la grande croce a mosaico bizantino, per tramutarla nell'attuale aula computer dell'istituto dove lavoro. Un'immagine molto cyberpunk, con il contrasto netto tra modernità e sacro, tra Computer e Cabala per citare il Pendolo Di Foucault. Ma l'immagine è anche espressione del declino di Mondovì, una città che tende a cannibalizzare il proprio passato. Qui in fondo la cappella, pur riadattata, è stata almeno salvata. Casi più gravi sono l'antica fabbrica di ceramica Besio, un tempo cuore economico di Breo, abbattuta negli anni '80 per far posto a una moderna area commerciale, o peggio ancora l'abbattimento, verso il 2003, dell'Ospedale dei Templari, primo nucleo di insediamento ermetico della città abbattuto spietatamente per fare spazio, ovviamente, ad una nuova sede del potere bancario, in costante espansione anche dopo la crisi finanziaria che sembra non averlo toccato. Ma il caso forse più grave è quello del Cinema Italia, che dava nome a Corso Italia, arteria centrale dell'Altipiano, abbattuto per costruire un modesto centro residenziale verso la metà degli anni 2000. Il Cinema era stato decorato internamente da Ego Bianchi, il più brillante artista del cuneese di allora (Cuneo gli ha intitolato il Liceo Artistico locale), capostipite di una consapevole astrazione nel cuneese degli anni '40, il cui allievo Francesco Franco divenne il titolare di Incisione all'Accademia Albertina torinese, e il più importante artista monregalese del dopoguerra. La precoce scomparsa di Bianchi nei '50 fece sì che la sua lezione venisse in sostanza abbandonata, specie nel monregalese; ma il complesso ciclo figurativo del Cinema Italia restava al centro dell'Altipiano quale testimonianza di un'arte possibile, con raffinati rimandi di cultura anche ermetica quale il Sole-Luna della facciata, ultimo scampolo artificiosamente rimasto fuori dalla collocazione originaria nel moderno complesso. Un'altra assenza, un'altra vacanza della antica cultura ermetica monregalese, un altro volto del suo costante, decadente declino.

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