Addio Kossiga

 
Andrea Pazienza 1985

Doppio post oggi, per il primo post di questo blog dedicato ad un evento in qualche modo "storico". Apprendo difatti ora, tornato a casa e sfogliati i giornali online, della morte di Kossiga, il simbolo stesso dei Misteri Italiani. Nato nel 1928, deputato nel 1958 nemmeno trentenne, nel 1966 era divenuto il più giovane sottosegretario italiano, posto alla difesa, dove era divenuto il coordinatore del Gladio, l'organizzazione segreta atlantica volta a contrastare il comunismo. Cossiga la dirige negli anni confusi in cui emerge il terrorismo comunista, che devia la rivoluzione flower power del '68 in un ordito di trame rosso e nere reciprocamente intrecciate. Ministro degli Interni nel 1976, si distingue per la durezza contro il movimento del '77, che lo rinomina Kossiga Boia, e nel 1978 si trova a gestire, in modo ambiguo come del resto è inevitabile, il rapimento di Aldo Moro. Nel 1983 è presidente del senato, nel 1985 della Repubblica. Pare un riconoscimento alla sua carriera di cane da guardia della democrazia cristiana e americana, ma nel 1989, quando crolla il muro di Berlino, egli inizia a picconare il sistema, svelando la corruzione che da sempre lo caratterizza. La sua motivazione dichiarata è che ha compreso che ormai gli USA non copriranno più le democrazie occidentali sul mercato globale, finito il comunismo. Tuttavia, per silurarlo Andreotti autorizza nel 1990 il giudice Felice Casson a indagare su Gladio, e nel 1991 le opposizioni fanno scattare l'empeachment, che non passa, ma delegittima comunque Cossiga. nel 1992 tuttavia lui si dimette in modo autonomo, con un gesto teatrale, e nel 1993 tutto il sistema crolla sotto tangentopoli. Anche Andreotti sparisce dal quadro politico italiano, ma lui resta, come senatore a vita: e nel 1998 è anche determinante per orchestrare la caduta di Prodi e la sua sostituzione con D'Alema. Per la sinistra è l'inizio della fine; col nuovo millennio Berlusconi torna in sella, per restarci. Oggi, con lui, spariscono i numerosi misteri di cui era protagonista, custode e testimone: una sparizione che pare particolarmente significativa mentre l'Italia è in balia di un'altra grande crisi istituzionale che potrebbe concludersi con esiti per ora non calcolabili, nella spaccatura della grande coalizione di destra cui di fatto Cossiga regalò, dieci anni fa, un monopolio assoluto sul paese. La vignetta di copertina al post è di Andrea Pazienza, benché io ne cercassi un'altra in bianco e nero, fatta in occasione dell'addio di Pertini, il presidente da lui amato e fatto oggetto di vero e proprio culto fumettistico. Ma questa esprime lo stesso concetto, per di più in termini più vivaci sotto un profilo sia cromatico che espressivo. E quindi addio, Kossiga.

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