Leonardo Bistolfi

 
Leonardo Bistolfi, "Angelo" 

Doppio post, oggi, per fissare un interessante approfondimento nato dal post precedente. La figura di Leonardo Bistolfi, un ben più autorevole L.B. artistico, mi aveva sempre interessato, anche come maestro del nostro monregalese Malfatti, autore che andrebbe rivalutato ben oltre l'attuale modesto apprezzamento. Ma di Bistolfi mi sfuggiva la - sottovalutata - centrale importanza, la stretta connessione col cuneese e la palese matrice ermetica. Ecco quindi un post per appuntare alcuni elementi su questa interessantissima figura artistica. Bistolfi, nato nel 1859 a Casale Monferrato, studia all'Albertina di Torino con Odoardo Tabacchi, autore di grande successo all'epoca, e artefice dell'Angelo Nero del monumento al Frejus, centro visibile delle energie oscure di Torino. Verso il 1882, con la sua prima scultura funebre, l'Angelo della Morte, l'autore inizia ad avvicinarsi al Simbolismo, interpretato in senso ermetico, con un particolare interesse per la scultura sepolcrale dove elabora simbolismi iniziatici di varcamento della soglia differenti da quelli cattolici prevalenti. Nel 1885, il suo ingresso massonico alla loggia Dante Alighieri di Torino segna la tappa fondante di questo suo cammino ermetico, che sfocia nel suo vero e proprio manifesto nella Tomba Pansa al cimitero di Cuneo, caratterizzata da una monumentale sfinge ed opera cardine del simbolismo scultoreo italiano, di cui fu l'iniziatore. Lo stesso anno effigiò il monumento sepolcrale di Sebastiano Grandis nella vicina Borgo San Dalmazzo, e una stazione, la XVI, del sacro monte di Crea. Vicino a Cesare Lombroso nel circolo iniziatico torinese, nel 1901 lo stesso Auguste Rodin giunge a Torino per conoscerlo. Giunge così all'apice del successo, fonda una sua rivista, esegue un movimento per Segantini, entra nella commissione per il Vittoriano ma, dopo aver realizzato per il complesso la scultura de Il Sacrificio, ne esce (assieme a Benedetto Croce) nel 1907 quando si sceglie una impostazione storica e non simbolico-allegorica. Dopo l'avvento del futurismo e delle altre avanguardie, la grande guerra e l'avvento del fascismo il suo stile declina di popolarità, benché proprio nell'anno uno della nuova era Bistolfi sia omaggiato col titolo di Senatore. Nel 1928 effigia Carducci nel busto per la casa-museo natale, e nel 1933 muore a La Loggia, comune nei pressi di Torino.

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