The Hour of August

Lorenzo Barberis, "August Hora" (2010)

Dopo il post su Mazda di ieri, riprendo con i post sulla Mondovì ermetica. Questa lapide - accompagnata a un vasto testo che, ermeticamente, ritengo irrilevante - campeggia sul Palazzo della Provincia, il futuro - si spera a breve - Museo della Ceramica, che dovrebbe essere il tassello fondante del rinascimento della città dopo la caotica fase di trasmutazione che la sta ora attraversando (è anche il palazzo al cui interno, in un cortile, campeggiano le due sfingi di cui ho parlato in un post precedente). Qui, due aquile reggono nel becco un fascio littorio, all'interno di un cerchio sacro. Un simbolismo dall'apparenza fascista, ma la lapide è precedente (del resto, il Fascio Littorio è da sempre il simbolo del potere statuale, specie repubblicano). Qui però mi sfugge qualcosa, vi è qualcosa di incongruo in quest'immagine emblematica, qualcosa che non riesco a mettere a segno. Comunque, un'icona dall'indubbio sapore ermetico, proprio per quel tanto di sfuggevole che l'accompagna.

Tra l'altro, esplorando le nuove potenzialità di Blogspot ho scoperto la funzione - credo preesistente - delle statistiche, e ho così constatato che il mio blog, che credevo puramente personale, ha già raggiunto milleduecento visite. Dato che le visite mie non raggiungono certo le duecento, ho avuto perlomeno mille visite, le più dall'Italia, ma molte anche da USA e Canada (dove probabilmente la rete ha uso ancora maggiore, e forse richiamate da alcuni titoli in inglese) e diverse da ogni parte del mondo (Australia, Bolivia, Russia... e sto citando alla rinfusa). Non so quanta attenzione i miei lettori, magari - legittimamente - distratti, prestino alle mie speculazioni esoteriche. Ma si tratta comunque di un pubblico non irrilevante (il triplo delle vendite del mio unico libro). A presto, lettori!

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