Lacera Amica



"Lacerami i Ka", 2010

Oggi un nuovo passo verso la ripresa di settembre, che quest'anno si annuncia caotica. Presa di servizio presso la nuova sede, l'istituto di ragioneria, e consulto coi colleghi sui problemi dell'anno a venire. Inizia un nuovo mese, il quinto, anche per questo blog, e noto anche che, senza rendermi conto, è iniziato anche il countdown verso il post 100: siamo già al 93. Ma per ora preferisco abbandonare le scartoffie da compilare per il nuovo istituto centrale, e dedicarmi al riordino delle foto vacanziere. In un post precedente avevo parlato della scultura presente alla Mostra dell'Artigianato monregalese 2010 (che è anche mostra regionale della ceramica), sottolineando come si connettesse bene con alcune punte di eccellenza ceramistica presenti.

La ceramica, infatti, è a mio avviso interessante - a parte le radici locali, che per me sono anche famigliari, avendo mio nonno paterno lavorato sempre alla principale fabbrica di ceramica, la Besio - per la sua capacità di coniugare pittura e scultura, realizzando una scultura dipinta che è, in verità, più vicina alla scultura classica del biancore dei marmi winklemanniano, conseguenza dello sbiadimento del loro colore, e non voluto candore originale come hanno pensato i classicisti, condizionando tutta la storia della scultura europea fino all'era contemporanea.

Ecco quindi questo post per mostrare le ceramiche che mi hanno maggiormente colpito. Nel trovare il titolo del post, ho riflettuto anche su quanti giochi verbali consente il lemma "la ceramica": oltre ai già usati "la c'era mica" e "lacerami Ka", e il presente "lacer'amica", abbiamo anche "la cera amica", "l'acer, amica" (licenza poetica sull'acero, o la mia, non eccelsa, marca del computer),"là c'era amica" "là c'è rami, Ka", "là Cerami, Ka" (con riferimento allo scrittore) "lacera ami Ka", "là c'era Mika" (nel senso del cantante pop...) e forse altre variazioni che in questo momento non mi vengono in mente. Abbandonando questo delirio combinatorio La prima immagine è una bella figura ctonia, richiamata dal vaso che ricorda la figura di Olivia Oyl in Popeye. La figura gialla centrale è intitolata "Picasso ed Io", e mi ha colpito per l'ambizione concettuale (tra l'altro, suggerendomi un nuovo gioco linguistico: Picasso = Pic Asso, inteso come "campione, maestro delle immagini").

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