Sfinge

Lorenzo Barberis, "Sfinge Napoleonica" (2010)

 Proseguono i post sulla Mondovì esoterica con questa sfinge napoleonica che si trova in un palazzo affacciato sulla Piazza Maggiore, a Mondovì Piazza. In realtà la sfingi sono due, poste a guardia dell'ingresso interno del palazzo, e risalgono probabilmente all'età napoleonica. A Mondovì infatti l'Imperatore giunse nel 1796 e vi combatté un'importante battaglia, quella che gli aprì le porte alla vittoria nella campagna d'Italia, la prima che gli venne affidata, poi sancita dalla pace di Cherasco. Sul Palazzo del Governo, istoriato da decine di simboli araldici dei vari governanti della città, l'amministrazione napoleonica fece istoriare due simili sfingi dall'aria enigmaticamente iniziatica. Non so che rapporto ci sia tra le due coppie di sfingi così vicine: indubbiamente risentono entrambe della moda egizia diffusasi in Europa dopo la campagna d'Egitto di Napoleone, grande culture di discipline iniziatiche, che la sfruttò per accreditarsi come erede dei faraoni e dei grandi conquistatori d'Egitto, da Alessandro a Cesare. Tra l'altro la spedizione portò alla decrittazione dei geroglifici da parte di Champollion e alla fine delle letture ideografiche, che il mondo iniziatico riteneva più autentiche. Forse non è un caso che sia stato un monregalese, Giulio Cordero di Montezemolo, l'ultimo sostenitore di una lettura simbolica dei geroglifici, i "segni sacri". A lui si deve fra l'altro l'istituzione del Museo Egizio di Torino, che fu il teatro dei suoi scontri col francese Champollion. Ma circa le sfingi monregalesi, il mistero, per ora, rimane fitto.

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