Ego Bianchi a Cuneo

Ego Bianchi, "Angelo"

Reduce dalla visita a Cuneo alla bella mostra "Ego Bianchi a Cuneo. Visioni e passioni di un artista controcorrente", allestita per inaugurare il nuovo spazio incontri della Cassa di Risparmio di Cuneo. Il clou della mostra è l'esposizione degli otto pannelli murali strappati dalle mura della sala contrattazioni della camera di commercio cuneese, trasformata appunto nella nuova sala espositiva.  Si trattava di una decorazione sviluppata a Cuneo nel 1956, in parallelo con quella del Cinema "Fiamma", abbattuto nel 2002. Un anno prima del ciclo monregalese per il cinema Italia, anch'esso distrutto negli anni 2000, e della morte, intervenuta appunto nel 1957, quando l'artista stava iniziando ad ottenere un pieno riconoscimento del suo valore, con la mostra a Milano in Via Montenapoleone (comunque tenutasi nel 1958) e l'invito alla Biennale di Venezia.

Gli otto pannelli, tratteggiati con l'elegante linea neogreca che era divenuta negli anni '50 la cifra postcubista dell'artista, sono poi accompagnati da tredici altre pregevoli opere, che aiutano la contestualizzazione. Ego Bianchi, nato presso Asti nel 1914, era entrato all'Accademia Albertina nel 1932. Nel 1940 conosce all'accademia la futura moglie Dada e vince il suo primo premio artistico, dalla Società Promotrice delle Arti. Costretto dalla sua malattia polmonare all'istituto climatico di Robilante, tiene qui un affascinante diario di considerazioni estetico-filosofiche, oggi pubblicato. Nel 1944 vince nuovamente un premio alla Promotrice con un'opera sui Tetti Barberis a Robilante, quindi tiene la sua prima personale a Cuneo (1945), cui seguiranno altre a Savona e Sanremo (1947), Parigi (1948), Torino (1949). Nel 1950 si sposa a Vicoforte con Dada Rolandone e va vivere a Mondovì Piazza, confrontandosi con la tradizione della ceramica monregalese. Nel 1951 si recò in Costa Azzurra frequentando la locale scena artistica di pittori e ceramisti, dove conobbe Pablo Picasso e Marc Chagall; nel 1952 vinse il concorso Mastro Giorgio di ceramica italiana, in seguito al quale venne invitato a collaborare con l'Atelier Mazzotti di Albisola, il più quotato tra gli italiani sulla scena internazionale. Nel 1953 lasciò Mondovì per Cuneo; nel 1954, è alla Triennale di Milano. Nel 1955 effettua un lungo viaggio in Spagna, e al suo ritorno, nel 1956, realizza i suoi due grandi cicli cuneesi. Nel 1957 avviò il nuovo ciclo figurativo delle Navi, mentre realizzava, come detto, il Cinema Italia a Mondovì; ma fu stroncato dall'asiatica, morendo il 19 novembre. Il Liceo Artistico di Cuneo è intitolato a suo nome.

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