Palazzo Bressano

Lorenzo Barberis, "Palazzo Bressani", 2009

Altro post d'archivio sulla Mondovì esoterica. Questa volta la foto non è eccezionalmente originale, una veduta di Palazzo Bressani, il palazzo medioevale della famiglia dei primi antichi signori di Mondovì, affacciato sulla Piazza Maggiore. Un elemento monregalese di cui è facile trovare materiale in giro sulla rete, sia a livello fotografico che testuale. L'ho inserita solo per la sua oggettiva rilevanza: il Bressano, capostipite della famiglia, è un misterioso signorotto apparso sulla scena cittadina verso la prima metà del Duecento, che con somme notevoli di denaro si è conquistato un ruolo di primo piano nel nascente comune, guidandolo nello scontro contro il vescovo di Asti fino a costringerlo ad accettare la presenza del nuovo arrogante comune sul territorio della sua diocesi. A lui si deve anche la torre civica, la Torre del Belvedere o dei Bressano che tuttora caratterizza la silouhette della città. Una torre rossa di mattoni, ovviamente con archi gotici e merli ghibellini (quelli dei comuni ostili al papato), esattamente come il palazzo centrale della famiglia stessa.

Oltre che alla Torre, il Bressano si lega all'altro simbolo della città, il Re Moro, nel mito del carnevale monregalese: stando ad esso, il Bressano, quando il Re Moro giunse in loco a reclamare la signoria di Mondovì, gli consegnò le chiavi della città e sua figlia Laura dei Bressano in sposa (curiosamente, mia moglie si chiama Laura, e la nonna materna aveva come cognome Bressano). Il mito del Moro è qui incongruo, poiché la presenza saracena, pur presente, risale ad almeno tre secoli prima; è quindi plausibile che rappresenti la continuità templare, e forse una loro reliquia ermetica, come il celebre Bafometto, la testa nera che i templari veneravano (da molti identificata con la Sindone ora a Torino). Sul Re Moro di Mondovì ci sarebbe altro da dire, magari in un prossimo post, per ora limitiamoci a constatare la centralità ermetica del Bressano nei miti della Mondovì esoterica.

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