The Lost Island of Rlyeh

Isola di Rlyeh, antica incisione (da Chtululives.org)

Ho letto di recente l'interessante "Pensare Lost" (Mimesis 2010) di Roberto Manzocco, che ripercorre i riferimenti filsoofici fondamentali dell'innovativa serie televisiva. A dire il vero, pur non essendomi dispiaciuto il volume, avevo trovato più pregnante "La filosofia di Lost" di Simone Regazzoni, docente della Cattolica di Milano di recente entrato in guai accademici per la sua volontà di indagare filosoficamente il fenomeno della pornografia nell'era informatica col suo "Pornosofia".

Mi ha però colpito il brillante parallelo finale del libro di Manzocco, che chiude sottolineando come l'Isola di Lost possa essere avvicinata molto all'isola di Rlyeh attorno a cui è incentrato il mito di Chtulu (come possiamo vedere nella bella incisione quattrocentesca recuperata dal sito Chtululives.org). In fondo, anche Ryleh è la prigione insulare del gigantesco dio-polipo, che vi dorme il suo sogno millenario finché una folle spedizione non lo va a svegliare; e similmente il risveglio di Chtulu segna l'avvio di una apocalittica distruzione sulla terra.

L'ennesima prova insomma, se ce ne fosse ancora bisogno, dell'infinita vitalità dei miti chtuliani.

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