Picasso a Mondovì

Sun Wu, "Senza titolo" (2006)

Oggi pomeriggio visita all'inaugurazione dell'interessante "Colori e forme di fuoco", mostra di ceramica presso la chiesa sconsacrata di Santo Stefano a Mondovì. La mostra prepara alla si spera imminente apertura del Museo della Ceramica, atteso ormai da dieci anni, ed ospita nomi di caratura mondiale, a partire da Picasso, che si aggiunge ai grandi della storia dell'arte portati negli ultimi anni a Mondovì, quali Fontana, Dalì, Mirò solo per fare degli esempi, quasi sempre nel segno della loro produzione ceramica, ad evocare lo specifico dell'industria e dell'arte di Mondovì a partire dalla fine del Settecento.

Le opere esposte provenivano tutte dalla collezione di Antonio Sapone, il sarto di Picasso: oltre alle opere del nome simbolo dell'arte contemporanea, facevano mostra di sé le opere di Manfredo Borsi, l'astrattista della cerchia del maestro che mise il sarto in contatto con lui; e le opere ceramiche di Hans Hartung, già presente in Santo Stefano con la sua produzione pittorica, alcuni anni fa. Completavano la cinquina due autori orientali, A-Sun Wu, vicino ai zoomorfismi di Picasso, e Kim en Joong, più vicino all'espressionismo astratto di Hartung.

Dati i miei gusti ermetici, mi hanno affascinato maggiormente le stilizzazioni alla Picasso, astratte ma ancora riconoscibili nel loro rimando antropomorfo o zoomorfo. Un'astrazione che rimanda all'arte antica più arcaica e a quella preistorica, ad antiche statuette rituali di divinità cornute e grandi madri ancestrali, che rivivevano nelle forme panciute di un vaso o in un piatto ceramico reminescente del disco solare.

Ad ogni modo, una mostra di eccezionale qualità e profilo, che sembra ancora una volta segnare le tracce di una auspicabile ed auspicata Mondovì Renaissance.

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