Campanile Sera

"Mondovì, Campanile Sera "(1959) da Posterit.

Stavo scrivendo un post che parlava di tutt'altro (collegato, come vedrete domani, al post di ieri sera) quando mia moglie mi segnala che in TV, da Fazio, a "Che tempo che fa", il giornalista cuneese Giorgio Bocca sta parlando di Mondovì. Ricorda il momento in cui era giunto a Mondovì come cronista dell'Europeo ed aveva colto i primi segni di quel fervore filotelevisivo che accompagnava il Boom (si era proprio alle soglie degli anni '60), e che avrebbe poi portato all'età berlusconiana (di cui ora lui e Fazio, insieme a mille altri, si affannano a celebrare prematuri funerali propiziatori). 

Così già l'11 novembre di quest'anno l'Unità: "(Bocca) va a Mondovì, ad esempio, che si prepara ad ospitare una puntata di Campanile Sera , in palio «un milione», quando dal teleschermo ci intrattenevano Mike Bongiorno, Renato Tagliani, Enzo Tortora e nelle piazze dei «campanili» in gara si raccoglievano pubblico e comparse ammaestrate che applaudivano o tacevano a comando e sul palcoscenico si adunavano, vigilati dal sindaco, i «cervelloni», maestri, notai, farmacisti, solidali in nome delle comune fortune di fronte al quiz. Il quadro è esilarante: «Per carità – si ritrae il sindaco – ora non posso. Lei mi capisce ho una riunione plenaria degli esperti»". (quel sindaco, tra parentesi, era mio nonno Memo Martinetti).
Da lì in effetti Bocca avviò un'analisi scettica, se non apocalittica, sul medium televisivo, che si sarebbe dovuta rivelare piuttosto esatta come profezia. Ma la Mondovì dell'epoca già anticipava l'avvento berlusconiano, "capitale morale d'Italia" al posto di Milano (Milano 2, insomma) come la dipingeva Mosca sul Candido?

Forse la degenerazione è successiva. Questo considera ad esempio Aldo Grasso (anche lui cuneese, di Sale Langhe, patria misconosciuta come il cuneese per Bocca) sul "Corriere della Sera" del 17 ottobre 1993, quando riferisce amaramente della conquista della piazzaforte di Mondovì da parte delle orde del karaoke di Fiorello.

"Fiorello si trovava nei giorni scorsi a Mondovì, provincia di Cuneo. Ma quale Mondovì , quella in alto che si chiama Piazza e ha dato i natali a Saverio Vertone o quella in basso, che si chiama Breo? Non si riusciva a capire, lo sfondo scenografico probabilmente era di cartone, solo una caritatevole didascalia si poneva doveri di toponomastica. Comincio a sospettare che la trasmissione si svolga in uno studio televisivo con quinte mobili, animata da cartoline illustrate. Dov'erano le lucciole? Dov'era quella Mondovì di "Campanile sera" con il suo straordinario "Pensatoio", fucina di grandi intellettuali disorganici? Il tempo passa e la Tv, come una furibonda pialla, cancella ogni autentica dissomiglianza; Mondovi' e' identica a Campobasso, i suoi giovani sono simili a quelli di altre cento città: "Non si nota più alcuna differenza sostanziale, soprattutto fra i giovani, nel modo di vestire, nel modo di camminare, nel modo di essere seri, nel modo di sorridere, nel modo di gestire". Nel modo di cantare, conviene aggiungere oggi."

Ad ogni modo Mondovì, sempre Mondovì, al centro della riflessione politico-mediatica, proprio nell'anno - il 1993 - in cui il trionfo del karaoke prelude al trionfo mediatico di Berlusconi novello chansonnier d'Italia, dalle orchestrine sulle navi crociera con Confalonieri ai duetti con Apicella per gli ospiti internazionali.

Se Mondovì è cartina al tornasole, allora, i tempi che ci attendono non solo così promettenti. L'ultima sua apparizione televisiva, come documentato a suo tempo da questo blog, è legata alla celebrazione del Trio Lescano sotto gli ultimi splendori del fascismo prima della catastrofe.

La foto di copertina raffigura Mondovì a Campanile Sera, ed è tratta dal brillante sito Posterit.

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