Frailty

Inquietante film esoterico ieri sera, Frailty (2002), esordio alla regia di Bill Paxton, un thriller oscuro e inquietante che sembra in qualche modo aver anticipato il tema del bel serial "Supernatural", rovesciandone però la prospettiva di fondo. Allerta spoiler, come al solito.

Anche qui troviamo infatti un padre meccanico (interpretato dallo stesso Paxton) che nel Texas del 1979 (tutti e tre gli attori principali sono texani, tra l'altro: è un film sulle radici), morta la moglie, spiega ai due figli Adam e Fenton che un angelo gli ha parlato portandolo alla convinzione di poter vedere i peccati commessi da quelli che egli definisce "demoni", eliminandoli con una accetta benedetta da lui trovata, che reca la scritta OTIS (interpretabile come Only The Innocent Survive, frase spesso ripetuta nel film). Il minore accetta questa missione, il maggiore si ribella (in Supernatural la posizione è rovesciata).

Cambia tuttavia integralmente il punto di vista: nel telefilm - successivo - il trio di cacciatori di demoni sono gli eroi, ed è il mondo a vederli erroneamente come assassini; nel film, invece, essi sono descritti come per nulla differenti dai  presunti serial killer cui danno la caccia con ossessiva insistenza. Solo sul finale viene lasciato intendere che essi godono di una protezione sovrannaturale, dato che ognuno dimentica di averli visti apparire e addirittura un detective che ha visto Adam in faccia non lo riconosce il giorno seguente.
La cosa che rende il tutto tremendamente inquietante è il fatto che il padre non diviene in sé abusivo, ma solo perfettamente certo della sua missione divina, comportandosi come un buon padre verso i figli, solo convinto della necessità di compiere la sua missione.

Terribile è l'analisi generale dell'ossessione religiosa, sviluppata nel tema archetipo del padre cui è richiesto da Dio il sacrificio del figlio. Il padre alla fine non riesce ad uccidere il figlio ribelle (ed è da questi assassinato), e il suo ruolo verrà preso dal figlio fedele, Adam.

Il mito di Abramo e Isacco si interseca così con quello di Caino e Abele, (non  a caso il fratello malvagio è bruno, quello fedele a Dio è biondo) poiché infine sarà il fratello angelico ad uccidere, come voluto dal cielo, quello che ha rifiutato la missione divina; ma potrà farlo solo quando questi diverrà un serial killer, col nome di "The God's Hand" (che fa riferimento al privilegio di aver sentito la voce divina, mentre padre e fratello sono istruiti da un angelo). Difatti, la sua uccisione del padre (che ha disobbedito a Dio) è provvidenziale e non può essere punita, mentre solo quando egli diverrà un assassino potrà essere ucciso.

Non è casuale, del resto, che il fratello che diviene un serial killer è l'unico che mostra un riferimento a simbolismi religiosi cristiani, che sono del tutto assenti nei due killer ispirati dall'angelo. Si può quindi intendere questa attenzione all'assenza di riferimenti non come prudenza verso il cristianesimo (altrimenti, anche in Fenton si sarebbe omesso il riferimento...) ma come volontà di ampliare il discorso ad ogni fondamentalismo religioso. Inoltre, l'"Angelo" di Dio che protegge i due serial killer potrebbe essere anche tutt'altro che angelico, ma un angelo caduto, e quindi un demone. L'unica volta che lo vediamo,  nelle visioni del padre, il suo aspetto è per nulla rassicurante. La "Fragilità" del titolo, ovviamente, è quella di chi devia dal piano divino, come fa il Padre che viene così meno alla sua missione.

Non c'entra nulla, ma comunico ai venticinque lettori che il blog ha raggiunto oggi la fatidica soglia di 2000 lettori totali. Forse non un'enormità, ma comunque una soddisfazione...

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