Halloween


Halloween (1978)

Inizia un nuovo mese del blog, e il primo novembre ci porta inevitabilmente a parlare di Halloween, All Hallows Eve, la Vigilia di Ognissanti che si è consumata ieri sera. Festa celtica per eccellenza, che segna il passaggio a un nuovo anno con la festa di Samain, ovvero di Fine Estate, essa venne romanizzata nel culto di Pomona; la festa venne poi cristianizzata piuttosto tardi, verso l'anno Mille, e solo nel Seicento, con le persecuzioni dei protestanti puritani contro i residui culti pagani (che il cattolicesimo tollerava maggiormente) la tradizione originaria si affievolì notevolmente anche in Inghilterra. La festa venne poi riscoperta a fine Ottocento negli States come momento identitario degli originari coloni Wasp anglosassoni. 

Feste dei morti con riti particolari di derivazione pagana - e nel caso del Piemonte celtica, come ha ricordato il cardinal Bertone pur condannando il rituale - erano del resto attestati anche in tutta Italia, qui da noi legati all'usanza di lasciare un posto a tavola per gli spettri e dalla consueta tradizione delle masche che, come le streghe in Inghilterra, approfittavano del potere di questo giorno per i loro rituali.

Un particolare influsso alla festa lo deve poi aver dato "Halloween" (1978) di John Carpenter, fortunatissimo capostipite di un intero genere di splatter-horror basati sulle figure di psicopatici serial-killer. Il film è stato il massimo campione di incassi fra i film indipendenti (con 300.000 dollari ne guadagnò 150 milioni) e ha generato un filone di grandissima fortuna nel cinema americano degli anni Ottanta, non alieno da una certa propensione al sadismo, con la fanciulla indifesa costantemente braccata da un mostro disumano. Da allora, Halloween è entrato nell'immaginario dell'horror per non uscirne mai più.

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