Nekropolis

Un nuovo aggiornamento sulla Necropoli di Sant'Albano, la recente scoperta archeologica di cui avevo già parlato in un post di ottobre. La diffusione della notizia sulla stampa locale ha portato a nuovi interventi con maggiori dettagli interessanti. Sull'"Unione Monregalese" del 3 novembre, difatti, un certo "Giobbe" avanza l'ipotesi che il vasto cimitero longobardo di Sant'Albano - sembra il più grande finora scoperto - fosse collegato alla presenza di una roccaforte sorta nei pressi dell'antica Augusta Bagiennorum, snodo dei traffici del Piemonte meridionale assieme alla vicina fortezza di Pollentia, e declinata un secolo e mezzo prima, dopo la grande battaglia di Pollenzo del 402 d.C., dove per l'ultima volta le truppe di Stilicone avevano fermato in questa zona le armate del barbaro Alarico (proprio in conseguenza di tale successo Stilicone venne poi eliminato in una congiura di corte, e così Alarico ebbe la strada spianata per il Sacco di Roma del 410 d.C.).

Nel 568, sparite ormai da tre anni le ultime presenze bizantine con la morte di Giustiniano, la calata dei Longobardi creava nel nord Italia un nuovo provvisorio equilibrio di potere. Il popolo dalle lunghe barbe (Long Beard) potrebbe aver portato con sé anche il nome del nuovo centro: Sant'Albain, martirizzato nel 360 d.C., era stato il protomartire inglese dei sassoni, da cui deriva il nome dell'Inghilterra come Albione (perfida per le mire fasciste).

Stando al Pendolo di Foucault, la medium fondatrice della teosofia, Helena Blawatsky, avrebbe identificato nel 1877 in Sant'Albano una precedente manifestazione di Christian Rosenkreutz, l'immortale divenuto poi noto anche nelle spoglie di Francesco Bacone (che fu Visconte di Sant'Albano) e del conte di San Germano. Il priore di Sant'Albano (non però, ovviamente, quello a noi vicino, ma un più prestigioso incarico ecclesiastico inglese) avrebbe difatti presenziato allo scioglimento dell'ordine templare.

Ad ogni modo, il ritrovamento testimonia del perdurare di una certa rilevanza dell'area monregalese anche dopo il declino del 402; quali ne siano le complete implicazioni, probabilmente, sarà chiaro soltanto con l'ultimazione degli scavi.

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