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Lorenzo Barberis, "Not-Resident Evil" (2010)

E così eccoci giunti all'ultimo post del primo anno del blog. Per un gioco del caso il 2010 si conclude così col post numero 210, unica differenza uno zero, trascurabile (o forse no?) come un "h". Rimando a domani, al nuovo decennio del blog, a bocce ferme, un bilancio numerico sull'anno da blogger appena concluso. Parlo di "nuovo decennio" perché, come è noto, il nuovo periodo inizia sempre dall'anno che termina con "1", come si era discusso animatamente - anche in rete - circa la fine dello scorso millennio. La data considerata di svolta era stata, da quasi tutti, quella del 2000, l'anno che poneva termine al Novecento, anche per via della psicosi informatica del MIllennium Bug. 

Tuttavia, il vero primo anno del ventunesimo secolo era stato il 2001, che si sarebbe distinto in questo anche per aver ospitato lo spartiacque riconoscibile delle Twin Towers, il doppio-uno dell'11 settembre. Quindi anche questo 2011 è il vero primo anno degli Anni Dieci del nuovo millennio, l'avvio - come abbiamo già detto ieri - della vera cyberpunk age. Anche questo blog, come detto, si adeguerà al cambio di paradigma, ospitando d'ora in poi, in modo più massiccio, anche post di etichetta fantascientifica. 

Ma ciò va visto solo parzialmente come una discontinuità: sia perché la fantascienza è comunque la prosecuzione del fantastico esoterico con nuovi mezzi, sia perché, come vedremo in uno dei primi nuovi post, tale nuovo archetipo ha potenti radici vicine all'epicentro della Mondovì esoterica. Non a caso, la mia foto di copertina del post, che richiama terrifici videogame futuribili, è ripresa dal parcheggio di Mondovì Piazza. Future is here, future is now.

Per ora quindi buon anno. E arrivederci al prossimo decennio.

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