Baol

(Allerta spoiler, as usual). Rileggevo in questi giorni "Baol" (1990) di Stefano Benni, uno dei suoi ultimi grandi romanzi. L'opera immagina il futuro di un paese immaginario in cui è fin troppo facile riconoscere l'Italia. Il Grande Gerarca degli Industriali Enoch controlla il paese tramite un sistema mediatico in grado di riscrivere la realtà a suo piacimento, distraendo la popolazione con la paura dell'invasione degli inesistenti selvaggi Shama. L'ultimo mago Baol viene incaricato di trovare uno dei rari filmati ancora esistenti, ma finisce per scoprire il segreto della propria esistenza, e capire dunque che la sua ricerca è stata vana. Un "1984" a parti rovesciate, che si sarebbe rivelato singolarmente profetico nella sua estrapolazione (tralasciando anche la lettura politica che Benni dà) in un'epoca come la nostra dominata dall'estetica del nuovo "Grande Fratello", quello televisivo. Una profezia facile? Forse... ma l'anno è il 1990. Il crollo del sistema dell'epoca è ancora tutto da venire. La bella copertina di Pirro Cuniberti (emiliano, ma il cognome è delle nostre parti cuneesi...), con la figura del mago Baol, metà mago dal capello a punta, metà investigatore marlowiano, e metà blade runner (un baol è più della somma delle sue componenti...) guida evocativamente il lettore nella "tranquilla notte di regime" del romanzo che lo attende.

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