Il Culto di Tuchulch

 Tuchulch

Di recente mi è capitato di ripassare la civiltà e l'arte etrusca per una serie di lezioni a scuola, e colgo così l'occasione per riassumere alcuni dati di questo interessante popolo italico, forse ignoto ai più, che ha dato il nome alla Toscana e al mar Tirreno.

Degli etruschi si ignora l'origine precisa, pur sapendo che non sono indoeuropei. La tesi principale li vuole autoctoni, e vede formarsi la loro civiltà verso il 1000 a.C., in concomitanza con l'avvento dell'Età del Ferro: l'Etruria era infatti ricca di ferro, cosa che attrasse mercanti fenici ed ellenici consentendo lo sviluppo della civiltà locale.

Gli Etruschi ottennero per primi dai greci l'alfabeto, e la scrittura etrusca mediò la sua evoluzione in quello latino, tuttora adottato in tutto il mondo occidentale quale standard. Essi formano una rete di città-stato autonome rette da un re-sacerdote, il Laucum, o Lucumone nella trascrizione italianizzata. Come greci e romani, verso il 500 a.C. la monarchia si evolve in repubblica, con l'istituto dello Zilach, una magistratura consulare annuale. 

Il simbolo del potere rimane comunque il Fascio Littorio, poi adottato anche dai romani e reso tristemente noto dal fascismo, che rappresenta il potere dello stato di punire corporalmente (la verga) e di uccidere (la scure). Nella scure littoria in ferro gli etruschi celebravano anche il loro  predominio nell'estrazione mineraria e nella metallurgia del Ferro.

Similmente, anche le ceramiche etrusche tipiche, realizzate nella tecnica detta del Bucchero, sono caratterizzate dal ferro che viene inserito nell'impasto, e che dona a loro il tipico colore nero. Nella tradizione ermetica il ferro è utile a contenere gli spettri, e quindi potrebbe esser legato all'importanza assunta dai vasi funerari per gli etruschi. Essi infatti, come altri popoli, praticavano la cremazione, ma innovativo era lo sviluppo non di singole tombe ma di intere Necropoli, isolate città dei morti (un uso parallelo a quello moderno, ripreso con Napoleone verso il 1800 per fini anche igienici) che è specifico di tale popolazione. La pianta quadrata delle necropoli, collegata alle rigorose forme cubiche delle case dei defunti, si rifletteva anche sulla struttura della città etrusca, che già prima di quella romana aveva assunto la tipica pianta quadrata, allineata ai punti cardinali. Inoltre, essi per primi introdurranno la fondamentale innovazione dell'Arco, poi diffusa in tutta Europa dai romani.

La religione etrusca era incentrata sul suo messia, il dio-profeta Tages, simbolo del seme, emerso da un solco tracciato nel terreno, e devoto alla dea madre Vertumna (poi maschilizzata sotto i romani in Vertunno). Un residuo del matriarcato, che probabilmente si collegava al ruolo maggiormente paritario delle donne nella cultura etrusca.

Carattere di tale culto era un forte fatalismo, ancora più accentuato di quello greco classico: gli etruschi sapevano che il loro regno sarebbe durato mille anni, e poi si sarebbe estinto, e pare che davvero essi si siano a tal punto arresi di fronte all'avanzata romana. Forse questo dipese dalla considerazione negativa del futuro che comunque, a loro avviso, attendeva il genere umano.

A livello cosmico infatti, il declino ferreo della grande dea apriva la strada all'avvento del traghettatore dei morti Charu (il nostro Caronte), araldo del dio oscuro Tuchulch (in cui un appassionato di Lovecraft come me non può non vedere un riflesso di Chtulu), il vero signore degli inferi. Una concezione religiosa tipica dell'Età del Ferro, che si vedeva non come epoca di progresso ma come età di declino tramite il progresso tecnologico che aveva segnato la rottura dell'antica alleanza tra l'uomo e le forze naturali della terra, violata dall'aratro, e del mare, violato dalle navi.

Il fatalismo etrusco assegnava grande valore alla divinazione, che veniva compiuta tramite l'osservazione delle viscere degli animali sacrificali e il volo degli uccelli, da Aruspici ed Auguri. L'idea era quella, comune ad altri antichi ma in loro particolarmente più forte, che tutto fosse già stato scritto, e che quindi, decifrando una struttura marginale, si sarebbe potuta comprendere la linea evolutiva globale del cosmo.

Nel 650 AC gli etruschi conquistarono la Roma latina, trasformandola in una grande città sotto Tarquinio Prisco. Nel 535 la lega etrusca, alleata a Cartagine, sconfigge i coloni della Magna Grecia stabilendo la supremazia sull'Italia. Il nipote Tarquinio il Superbo, tuttavia, vide la sua cacciata dalla città nel 509 AC, in seguito allo stupro commesso dal figlio sulla matrona Lucrezia. Nel 474 AC i greci battono gli etruschi a Cuma e li scacciano dalla Magna Grecia; nel 396  AC i romani prendono Veio, ed entro il 100 AC la cultura etrusca venne completamente cancellata in quella romana: la civiltà etrusca, come essa stessa aveva previsto, non raggiunse il Millennio.

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