L'Apprendista Stregone

Visto oggi "The Sorcerer's Apprentice" (2010), di John Turtletaub, un recente film disneyano che vede come star femminile la nostra Monica Bellucci (omaggiata quindi nella foto di copertina, tratta dal film). Il film, gradevole, sviluppa il mito disneyano dell'apprendista mago: il protagonista apprende da un allievo di Merlino come sconfiggere i malvagi poteri di Morgana nella New York dei nostri tempi. L'interesse sta più nel mito, in verità, che nella pur gradevole ripresa.

Un antico mito disneyiano  infatti ,quello dell'apprendista: il buon Walt Disney, massone convinto, aveva fatto difatti recitare la parte dell'apprendista al giovane Mickey Mouse all'interno dello sperimentale film ad episodi "Fantasia" (1940). 

Topolino, del resto, aveva già vissuto avventure massoniche nei fumetti disneyani, in seguito  accantonate, realizzate da Fred Spencer dal 1932 al 1938, all'interno del programma per il reclutamento delle giovani leve all'interno del De Molay Order, avviato nel 1919 (significativo che il programma giovanile sia quello che più esplicitamente richiama il mito templare). La forma stessa della testa di Topolino, del resto, sempre composta da tre cerchi identici quale che sia l'angolatura, richiama i tre punti pitagorici che hanno un notevole valore simbolico all'interno della massoneria stessa.

Il recente film disneyano cita esplicitamente il cartoon nella scena dell'animazione delle scope a fine di pulizia (oltre a molte altre minute citazioni sparpagliate nel film, tra cui il cappello topolinesco che appare nella scena finale). 

Si tratta della stessa scena che era stata già ripresa, nel 1963, da "La Spada Nella Roccia", primo film in animazione xerox con figure umane, dove un saggio Merlino addestrava un giovane Artù quale suo apprendista nelle arti magiche. L'idea dell'uso domestico della magia quale magia positiva ricorre fra l'altro anche nel recente Harry Potter, di cui ho da poco parlato. 

La fissazione sull'animazione della scopa come elemento importante, benché umile, dell'arte magica, rimanda del resto ad una lunga tradizione stregonesca, all'archetipo stesso della strega che vola al sabbah cavalcando la propria scopa. La scopa infatti, oggetto apparentemente domestico, è la mascheratura migliore per la bacchetta magica come catalizzatore principe dell'energia del mago. Un elemento che torna anche nel fortunato telefilm "Charmed" (1998-2006): in una puntata il Trio perde i poteri, ma li riacquista compiendo i lavori domestici fino a caricare di energia magica le scope utilizzate.

Del resto, riandando in dietro, il tema dell'apprendistato stregonesco risale a Goethe, altro grande massone, che nel 1797 aveva scritto una ballata poi musicata da Paul Dukas nel 1897, e a cui il cortometraggio disneyano si era ispirato. Ma a sua volta, Goethe si era ispirato al Filopseudes (l'Amante del Falso, il contrario del Filosofo classico come Amante della Sofia) di Luciano di Samosata, composto nel II secolo dopo Cristo e comunque ispirato a miti persistenti da sempre nella tradizione magica: un costante invito alla prudenza iniziatica che è sempre un buon insegnamento, nella tradizione ermetica e non.

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