L'Arte Nera

Lorenzo Barberis, "L'Arte Nera" (2010)

Altra foto della mia visita domenicale alla giornata dell'arte monregalese: l'interno del Museo della Stampa, gemello di quello neoaperto della Ceramica, le due grandi Arti monregalesi. Mi ha sempre colpito il fatto che due ottocentesche macchine da stampa del museo (questa, come si legge anche nella foto, è del 1874) presentino decori a forma di drago, assumendo un aspetto decisamente occultistico. 

Non a caso, del resto, la stampa inizialmente era definita l'Arte Nera, e il finanziatore di Gutenberg, Johann Fust, fu il modello del mito di Faust . 

Recatosi a Parigi, Fust iniziò ad usare l'Arte stampatoria per riprodurre Bibbie fingendole scritte a mano, con prezzo molto maggiore: visto che non adottava amanuensi e i sacri testi erano tutti identici, stampati in inchiostro scarlatto, si iniziò a parlare di usi demoniaci. Così Fust fu costretto a rivelare il proprio segreto, causando l'avvio della diffusione della stampa in quella che era e sarebbe a lungo rimasta la capitale della cultura mondiale.

Al di là delle divagazioni, le macchine hanno una corrusca e inquietante potenza, e ci si aspetta da un momento all'altro, per una misteriosa alchimia, esse possano riprendere a sintetizzare i testi oscuri dell'ottocento occultistico. Una suggestione, in fondo, che fa parte del fascino del museo. A presto, posterò qualche immagine anche dell'altro torchio meccanico.

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