Polidori

 Edvard Munch, "Il vampiro" (1893)

E così il Caymano ce l'ha fatta ancora una volta... come penso tutti gli italiani, me l'aspettavo. Questa volta la salvezza di Mr. B. è passata per una pattuglia di volenterosi i quali hanno abbandonato lo schieramento in cui sono stati eletti per andare là dove li porta il cuore, approfittando ovviamente, per carità, del fatto che in Italia non esiste vincolo di mandato, e legittimati dal fatto che per primi i futuristi avevano iniziato la libera interpretazione della volontà elettorale (senza tener conto, però, che al liberi tutti Mr. B. si sarebbe rivelato più ricco di fattori d'attrattiva). Alcuni "vignaioli dell'ultima ora" vengono dal PD, altri addirittura dall'Italia dei valori di Di Pietro, cui l'abbandono dell'unica ragione sociale del suo partito brucia tantissimo. Ma ovviamente, una bella pattuglia fa un passo indietro, e con sprezzante gesto futurista abbandona appunto i futuristi e torna all'ovile senza secondi Fini.

Catia Polidori

A guidare il marinettiano ritorno vi è la figura di Catia Polidori, avvenente parlamentare dell'Umbria, collegata per amicizia-omonimia-vicinato, e non parentela, sembrerebbe di capire, al Polidori che da San Marino controlla il più potente colosso dell'insegnamento privato, il Cepu, che di recente sta tentando di sviluppare un sistema di insegnamento universitario online, parificandolo a quello tradizionale in termine di valore legale degli studi. Il Polidori (quello del Cepu) da sempre è un sostenitore berlusconiano, come è comprensibile, in quanto la politica scolastica delle tre I (Inglese, Informatica, Impresa) fa il gioco della sua impresa digitale con almeno due delle suddette categorie.

Catia Polidori e Mr. B.

Appare perlomeno curioso che sia la seconda volta che una liason pericolosa nell'ambito dell'istruzione berlusconiana sembri dapprima una parentela e poi si riveli, semplicemente, un'omonimia: era il caso del parallelo instauratosi, un paio di anni fa, tra la giovanissima ministra dell'Istruzione Maria Stella Gelmini e don Pierino Gelmini, ex sacerdote cattolico a sua volta legato al sistema berlusconiano, e che si era nuovamente rilevata una pura, purissima omonimia.

Catia Polidori ai bei tempi dell'avanguardia futurista.

Non ci resta che attendere gli sviluppi futuri per vedere se altri volenterosi si uniranno alla legione Polidori, o se il ricorso alle urne ci regalerà un nuovo ministro dell'istruzione, magari nella persona della bionda deputata. Ad ogni modo, su un blog di intrattenimento ermetico come questo, non posso non considerare che Giovanni Polidori è anche il nome dell'autore (vicino, come al solito, alla Mondovì esoterica: suo padre Gaetano era il segretario dell'astigiano Vittorio Alfieri) che nel 1819, col romanzo  "Il vampiro", pose il fondamento del mito romantico del nosferatu. Da mostro bestiale il vampiro diviene così un raffinato dandy byroniano che, suggendo il sangue di giovani vergini, si mantiene eternamente giovane e invincibile. Non c'è nulla da fare: il Berlusconi editore di Erasmo da Rotterdam possiede un'innegabile cultura classica.

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