Pozzo Renaissance.



Stando all'edizione di ieri di TargatoCn.it, il principale giornale online della provincia di Cuneo, con il prossimo 3 dicembre sta per ritornare aperta al pubblico la Chiesa gesuita di San Francesco Xaverio a Mondovì Piazza, il capolavoro del pittore gesuita Andrea Pozzo cui questo blog è, nel titolo, in parte dedicato. Un buon inizio per questo dicembre che dovrebbe chiudere il 2010 in una rinascita monregalese con l'apertura del museo della ceramica, prevista per il 12 dicembre: la chiesa del Pozzo, la prima da lui affrescata nel 1675-1677, è un meraviglioso "Trionfo dell'Illusione" barocca, come è stato intitolato il cantiere aperto che ho avuto modo di visitare l'anno scorso, in occasione del trecentenario della morte del pittore, scomparso nel 1709.

Più ancora che la complessa anamorfosi del soffitto, comunque impressionante, è però la vertigine dell'unico altare illusionistico tuttora esistente a colpire per il raffinato nichilismo concettuale lo spettatore (come avvenne di Saverio Vertone, omonimo del santo cui la chiesa era dedicata, che di questo altare scenografico scrisse ampiamente). 

Difatti l'altare della chiesa era una macchina scenica pensata come provvisoria, con colonne di cartone ed una immagine semovente del santo, sacro automa in grado di scendere dal cielo o ascendervi quale duplice sanctus ex machina. I buoni padri gesuiti monregalesi, tuttavia, decisero infine di conservare la creazione del loro insigne confratello senza sostituirla con un altare reale. Forse solo un omaggio alla maggior gloria della loro compagnia; ma il bizantinismo dei gesuiti farebbe presupporre un ben più intricato omaggio alla divinità come illusione, come pensa Vertone, o forse alla divinità come macchina sacra, come mi piace maggiormente pensare.

Post più popolari