Daniela Garnero Santanchè


Nella grande offensiva delle ultime ore - che la prudenza non suggerisce di definire definitiva - si sta distinguendo nella strategia di difesa dell'ineffabile Silvio B. una prode cuneese, assurta a sempre maggiori glorie di governo: Daniela Garnero Santanchè, la quale ha preferito tralasciare il suo cuneesissimo cognome in favore di quello del marito, celebre chirurgo estetico romano che ella, tuttavia, ha ormai superato in fama.



Nonostante il suo abbandono del nome, la Santanché è la principale politica-donna del Cuneese, la nostra rappresentante nel grande gioco esoterico degli Illuminati.

Nata nel 1961 (nel centenario dell'Unità, dato che siamo in tema di considerazioni patriottiche) la Daniela Garnero si laurea in Scienze Politiche nel 1983 e si unisce quasi subito al chirurgo di cui assume il cognome, che - al di là della fama maggiore (ma lei lo renderà ancor più famoso) - evoca un che di "satanico" (Satanik è), non disgiunto da una perplessa, contradditoria santità (Santa Che?!?)

Lo mantiene anche quando, nel 1995, divorzia da lui (annullando in seguito il matrimonio, stando a Targato CN, davanti al tribunale ecclesiastico della Sacra Rota), ed avvia la sua carriera politica al fianco di La Russa, politico missino diabolico per eccellenza.


L'ascesa alla politica nazionale avviene dieci anni fa, nel 2001, con il glorioso Secondo Mandato berlusconiano. Sono gli anni delle Twin Towers, e la nostra si ritaglia una sua apprezzabile nicchia come campionessa, tra le altre cose, dell'anti-islamismo nostrano.

Ne diventa da subito una delle Amazzoni più combattive, tanto da essersi meritata l'appellativo di Pitonessa (attestato già nel 2001) he condivide col Caymano la natura rettilica (e, per i complottisti più azzardati, rettiliana). Varie barzellette del periodo, circolanti nella venefica corte berlusconiana, associano il suo ruolo di pitonessa anche a sfumature sensuali, sicuramente diffamatorie.


Lei non fa, va detto, molto per smentirlo, divenendo iconica in una posa (più volte reiterata in TV) con la bocca spalancata (nell'atto, ovviamente, di gridare contro l'avversario).




La sua presenza online è ancora sporadica e folclorica: nel 2004 rimpiange il lifting effettuato in "stivali sadomaso", nel 2005 assurge a maggior notorietà per un dito medio rivolto agli studenti in protesta; gesto che ripeterà, nel 2010, contro la Littizzetto.



Rieletta nel 2006, un lusinghiero servizio sul Corsera la paragona alla sexy Amelia della Disney, strega partenopea ossessionata dalla Numero Uno di Paperone. La fattucchiera del massonico universo Disney, attratta dal talismano del vecchio e avidissimo papero, è una chiara metafora dell'ossessione di "Amelia" Santanché per il talento mediatico ("la numero uno": il Mana di Berlusconi/Paperone) dell'Altro, verso cui vive un ambiguo rapporto di odio e attrazione.



Risale a questo periodo la sua polemica contro il Velo islamico, che le dà una certa notorietà e approvazione anche nell'elettorato generale, abbastanza da sempre fallaciano. Unitamente a questo, si accentua il suo essere, se non "senza veli", con pochissime velature.


Nel 2007 si distacca dall'allora momentaneamente sconfitto Berlusconi e fonda "La Destra", movimento esplicitamente nostalgico di cui è il candidato alle successive elezioni del 2008, prima donna candidato premier della storia italiana. Dopo il trionfo di B. ritorna sotto la sua ala protettiva. Dopo aver detto che Berlusconi voleva solo portarla a letto, "ma io non la dò", le ironie anche grevi, come si può immaginare, si sprecano.

Nel 2009 riprende con la campagna contro il velo, alzando ulteriormente i toni e andando a manifestare davanti a moschee e luoghi di culto islamici. Viene così aggredita: Repubblica scrive che, dopo le botte ricevute da alcuni fondamentalisti, "Daniela Santanchè è stata accompagnata al pronto soccorso dell'Ospedale Fatebenefratelli dove è stata sottoposta a visita medica e accertamenti radiografici. I sanitari hanno riscontrato contusioni toraciche estese con una prognosi di venti giorni."

Sottosegretario di Programma nel 2010, in costante lite con l'altra primadonna della destra, la Mussolini, dotata di un cognome ben più pesante (in pro sui fan, in contro sul largo pubblico), che sostiene di averle una volta tirato i capelli, inizia a segnare il passo nel circo mediatico. Difende i tacchi a spillo, promette di tatuarsi lo stemma italiano sul collo in caso di vittoria della nazionale, 


Nel 2011 segue il declino di B., e spunta un falso Master alla Bocconi che è l'occasione per rievocare il mai sopito tema sadomaso che riecheggia spesso quando si parla di lei.


Nel 2012 si avvicina sentimentalmente a Sallusti, il difensore strenuo di Berlusconi anche condannato per il "metodo Boffo" di killeraggio con dossier adottato dal suo Giornale.


Nel 2013 è di nuovo eletta con un Berlusconi ormai declinante, di cui è capolista in Lombardia ed incaricata del fundrising del ritorno sottotono a Forza Italia.


Nel 2014, in un "guizzo rosso", cerca di comprare l'Unità, sottolineando così le magagne degli stessi avversari, ma l'opzione fallisce.


Nel 2015, più fiaccamente, si distingue per l'errore ("del correttore", dice lei: oppure voluto, per ottenere visibilità) sull'Airbus caduto da lei definito su Twitter "autobus".

Ma sono ormai fuochi fatui, stanca ripetizione di sé, nell'attesa di una nuova occasione che tuttavia stenta a venire. In ogni caso, qui seguiremo e attenderemo i gloriosi destini della nostra grande "ierodula" cuneese, Daniela Garnero Santanché.



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