Dieci Anni di Wikipedia

 Doppio post, oggi, per celebrare una importante cifra tonda del moderno mondo informatico: oggi compie infatti dieci anni esatti Wikipedia, il grande progetto di Jimmy Wales dedicato alla creazione della più grande enciclopedia online. Nata agli inizi del 2001, agli albori del nuovo millennio, Wikipedia è divenuta in breve uno di quei siti imprescindibili assieme a Google, Facebook, Youtube, la mail - quest'ultima forse in declino, con invece l'ascesa di Twitter - e ovviamente i blog. 

Con 17 milioni di pagine, quasi 400 milioni di visitatori giornalieri, Wikipedia è un colosso portante con cui è ormai inevitabile fare i conti. La sua politica di neutralità ed autocontrollo dell'informazione l'ha resa a grandi linee più attendibile delle altre enciclopedie, e molto più esaustiva - come ci si può rendere facilmente conto usandola in alternanza a, ad esempio, la Treccani, autorevole enciclopedia recentemente messa gratis online. 

In un quadro tendenzialmente positivo - WikiPedia è indubbiamente un arricchimento incredibile dell'offerta informativa - vanno evidenziati alcuni rischi relativi a sottili possibilità censorie tramite le maglie strette della moderazione wikipediana. Non mancano ovviamente posizioni complottiste e cospirative, che costituiscono il tema centrale di questo blog: la maggior parte, per quel che mi è dato di rilevare, tendono ad afferire Wikipedia ad una qualche cospirazione di tipo massonico, di rango elevato.

Tuttavia, quello che mi preme più sottolineare per quanto riguarda il pensiero ermetico è la rischiosità di categorie quale quella di "enciclopedicità" specie quando si muove in ambiti come quello ermetico che sono di nicchia rispetto alla cultura "ufficiale" - del resto difficile da definire. Una vasta polemica è stata suscitata, ad esempio, dalla esclusione di figure quali Corrado Malanga, ritenuto non sufficientemente enciclopedico nonostante l'oggettiva rilevanza nella sfera ermetica italiana per le sue originali e documentate posizioni ufologiche, condivisibili o meno. Casi come questi credo siano piuttosto frequenti, e testimoniano di un limite innegabile del pur fondamentale sito wikipediano. 

Col tempo e col consolidarsi dell'autorevolezza di Wikipedia il problema potrebbe radicalizzarsi: la fondazione Wikipediana potrebbe incidere più profondamente sulla scelta di cosa considerare o meno "enciclopedico", giocando un ruolo importante nella stesura della storia. Come gli altri media, certo: ma con un monopolio sull'ambito dell'informazione enciclopedica mondiale che noti casi italiani di predominio sui mass media informativi non riescono comunque ad avere. Auguriamoci dunque che il significato di Wikipedia resti quello della sua oscura etimologia in qualche lingua semisconosciuta, e non la suggestione anglofona più ovvia: Weak-y-Pedia, l'enciclopedia debole.

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