Ereb

Rubens, "Europa" (1620-30 c.)

Durante la mia attività di insegnamento mi sono imbattuto in una ipotesi etimologica del termine "Europa" che avevo già sentito in passato, accantonandola come interessante ma non particolarmente significativa. Si tratta di quella che fa derivare il nome da "Ereb", il termine fenicio che indica l'Occidente. I fenici difatti, che esplorarono in lungo e in largo le coste europee del Mediterraneo, stabilendovi numerosi dei loro empori commerciali, definivano ovviamente tali terre come il loro Occidente. 

Definizione interessante, ma puramente descrittiva, cui preferivo il mito cretese - successivo - che personificava Europa nell'amante di Zeus nella sua ancestrale forma di dio taurino e che, analogamente, mitizzava l'esplorazione delle coste europee da parte dei principi fenici per crearvi empori commerciali  (ricalcati, ovviamente, su quelli già compiuti dai fenici) trasformando tali viaggi commerciali nella ricerca da parte dei fratelli della loro sorella rapita da Giove.

Solo oggi, tuttavia, mi è scattata la connessione, tramite il termine Ereb, con una delle più oscure e potenti divinità greche, l'Erebo appunto, il Tartaro dei latini, che era il più antico e profondo regno dei mondi, cui solo successivamente si sarebbe sovrapposta la figura di Ade o Plutone, simbolo dell'infero più superficiale. Ereb(o) era quindi, logicamente, l'Occidente, là dove il sole muore e dove quindi si trova l'accesso al regno degli inferi. 

L'Occidente si lega così anche nella sua nominazione al più potente e ancestrale dio infero, figlio diretto del Caos primordiale. Riflettendo poi sul termine stesso Occidens, e sulla sua derivazione da Occido come verbo, "Uccidere", che a sua volta deriva da Ob Caedo, dove Caedo è "taglio" (come rimane negli italiani cesoie, cesura), il taglio con cui si uccide. Significativo quindi anche che il Sovrano per eccellenza in occidente sia il Cesare (il Kaiser, lo Czar), dal nome dato a Caio Giulio Cesare poiché nato da un taglio cesareo, cosa che lo rendeva diverso dai comuni "nati da donna" (caratteristica che, ad esempio, nel Macbeth di Shakespeare, rende il suo uccisore Macduff in grado di vincerlo, poiché, come avevano profetizzato le streghe, non era "uscito da una donna" in senso tradizionale). 

Lo stesso scetticismo della prima patristica sull'importanza della verginità di Maria (che ovviamente non avrebbe potuto sopravvenire al parto) potrebbe trovare una connessione con questo particolare tipo di nascita nel mito mediterraneo, ampiamente pre-cristiano, del parto divino come virginale.

Quindi una sottile (ed esoterica) connessione tra Ereb, Erebo, Europa, Ob-Cidens e Caesar come supremo leader europeo, che forse non avrà particolare significato, ma mi ha comunque colpito, quindi ne scrivo. La copertina del post è l'Europa di Rubens, citata da un precedente dipinto di Tiziano. 

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