Blog - Year Two























Giovan Battista Tiepolo, "Dama col tricorno" (1757 c.)

E così eccoci al secondo anno (solare) del blog. Un primo rapido bilancio non può che essere soddisfacente: la fine del 2010 è giunta a sfiorare i 3500 passaggi (3499, per l'esattezza), con una crescita costante di 100 visite in più ogni mese (anche se i primi due mesi non sono monitorati, direi che si può estrapolare la loro progressione dall'andamento da Luglio a Dicembre). Il post più visitato è quello sul mio studio su Orfeo nell'arte, che sfora ampiamente i cento passaggi; seguono quello su Ariel e quello sul Lovecraft Day, vicini al centinaio. Il primo post di tema monregalese è staccato in quarta posizione, ed è quello relativo alla mostra sulle Gorgiere. 

1600 passaggi vengono, come è ovvio, da ricerche Google (pensavo perfino di più); quasi 3000 i visitatori dall'Italia, anche qui secondo logica, essendo il blog in italiano. Seguono molto staccati gli USA con quasi 200 visitatori, il Canada con 80 e quindi i principali paesi europei (Inghilterra, Germania, Svezia, Spagna, Francia e la vicina Croazia) con l'eccezione dell'Argentina (dove del resto ci sono molti italofoni). Visite anche dalla Federazione russa, dalla Slovenia, dal Brasile, comunque ormai sotto i dieci visitatori a testa.

A differenza di altri siti, che possono vantare parole di ricerca particolarmente gustose, va detto che tutte le Googlesearch che portano al sito sono piuttosto serie. Alcune sono però curiose; tra queste, ne esaudirò una di ieri: "cappello del prete a tre punte, definizione dell'oggetto". 

Il mio occasionale lettore cercava informazioni sul tricorno, Il copricapo in question è così detto appunto perché a tre punte, tre corna dunque, quasi un sospetto omaggio all'Avversario cornuto. Un tema indubbiamente ermetico, specialmente dato il sostanziale abbandono di tale copricapo ecclesiastico col Concilio Vaticano II. 

Il tricorno è però soprattutto il copricapo di tipo laico, divenuto di moda quando, con l'avvento della moda delle parrucche (impostasi nel 1620 perché Luigi XIII, semicalvo giovanissimo, aveva iniziato a portarla), anche i cappelli nobiliari (e poi borghesi, per emulazione) si erano tramutati dalle falde larghe al bicorno e quindi al tricorno, avendo perso la originaria funzione protettiva. Sparito nel corso dell'Ottocento come retaggio dell'ancien regime, era rimasto invece in ambito ecclesiale.

In questo contesto però si parla più specificamente di "berretta",  forse per evitare appunto paralleli con altri esseri cornuti, e specialmente la "berretta rossa" è sinonimo di cardinalato. L'ultimo Papa ad aver usato una berretta bianca è Giovanni XXIII; Paolo VI la abolì, cessando anche la consuetudine di far imporre la berretta cardinalizia ai nunzi apostolici dai rispettivi capi di stato - ancora Roncalli, nunzio nella laica Parigi, l'aveva ricevuta così da un ministro ateo e socialista. Quindi insomma, anche qui si cela, come in ogni cosa, sufficiente spazio per speculazioni iniziatiche di tipo simbolico. Il dipinto di copertina, ovviamente, è il bel quadro di Tiepolo che effigia una enigmatica - e tricornuta - nobildonna veneziana.


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