Mordimi

Ci sono ancora alcune notizie dalla Mondovì esoterica questa settimana che vorrei riportare, ma per staccare riferisco di un film che ho visto recentemente, e che mira a parodiare il grande recente successo del ciclo di "Twilight". Si tratta di "Vampire Sucks", in italiano tradotto liberamente con "Mordimi", perdendo quasi inevitabilmente il - raffinatissimo! - gioco di parole del titolo originale. Ho visto questa pellicola in mancanza di meglio da fare, ma come c'era purtroppo da aspettarsi non è niente di che. La parodia dell'originale è fin troppo aderente, ma manca di autentici momenti comici che probabilmente il modesto doppiaggio italiano contribuisce ad abbassare ulteriormente, perdendo anche, nel mentre, la quasi totalità dei giochi di parole in traduzione. 

Un peccato, perché "Twilights / Tu hai l'Aids" (il presunto motivo perché il vampiro non vuole, per piacere, mordere sul collo la giovine vittima ben lieta di sacrificarsi) è un fenomeno interessante perlomeno a livello quantitativo-sociologico e si prestava ad una parodia un minimo più azzeccata, pur essendo ovviamente inarrivabili i livelli di Polanski e del suo "The Fearless Vampire Killers", che nel 1966 aveva iniziato, in un anno profetico, a far ridere sui vampiri.

Orrore e comicità: due elementi strettamente interconnessi, e su cui la riflessione può non essere così superficiale. Di ciò che suscita orrore bisogna ridere per esorcizzare con humour nero, ma del resto per la stessa ragione il comico è anche in sé inquietante, e Stephen King si arricchisce grazie ai clown. 

Nell'ambito della cultura di massa, i primi a ridere dell'orrore sono probabilmente gli Addams, striscia fumettistica passata solo nel 1964 alla gloria televisiva, anno che vede anche "Vita da strega": occultismo e quotidianità, insomma, in varie declinazioni comiche. 

Non sono mancate nemmeno le accuse di sciente strategia ermetica volta a legittimare l'occulto tramite la sua normalizzazione: se il registro serio, difatti, può contribuire a stigmatizzare l'occulto (ma sempre, innegabilmente, con una parte almeno di fascino voyeuristico) il comico può ad un livello superficiale rassicurare. E certo alcuni occultisti negli anni '60 si erano piccati di influenzare ad esempio Polanski ed altri, come alcuni esponenti del rock, nel fertile terreno della San Francisco ermetica dell'epoca, finché Charles Manson non venne a porre fine all'età dell'innocenza.

La ripresa di questa mescolanza horrorcomica è ripresa verso i '90, con la quotidianità ritrovata di "Charmed", "Buffy" e infine, dal 1997, col ciclo di Harry Potter, che volge ora anche verso la sua filmica conclusione (pur alternando, questo, al suo interno registro comico e registro drammatico), e alcune riprese fumettistiche italiane come le autoctone Winx e le disneyane Witch. 

Un processo di normalizzazione dell'orrore e dell'occulto che è proseguito appunto con Twilights, che ne ha però rimosso ogni componente umoristica, in favore di una seriosità romantica adatta al più ingenuo pubblico adolescenziale. Per questo "Mordimi" è stata indubbiamente un'occasione mancata. La foto di copertina è forse l'unico momento del film che mi ha davvero divertito, il trio di vampiri malvagi che somigliano ai Black Eye Peas.

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