The Forbidden Apple























Piccola postilla alla nota di ieri sulle Religion Wars informatiche. Una piccola ricerca per l'immagine di copertina mi ha fatto imbattere nella storia davvero ermetica del logo Apple, riportata da diversi siti di informatica ma in modo solitamente non molto approfondito, che per cui analizzo qui.

Il primo logo, quello del 1976, è infatti il curioso logo sovrastante, di aspetto decisamente ottocentesco, raffigurante Newton nell'istante in cui sta per essere colpito dalla fatidica Mela. La scritta del contorno dichiara "Newton - a mind forever voyaging trhu a strange sea of tought - alone". La citazione è già misteriosa così, ma l'immagine dell'oceano sconosciuto che circonda la nostra isola di felice ignoranza è ancora più inquietante se cogliamo che  è una citazione lovecraftiana, particolarmente azzeccata se collegata a Newton stesso: è lui infatti (come completatore del percorso avviato da Copernico e proseguito da Galileo) che spalanca quell'orrore cosmico che Lovecraft avrebbe poi declinato: l'uomo che cessa di considerarsi centro del cosmo e si scopre minuscola sfera puntiforme in distese nere sconfinate. 

La Mela, poi, irradia un misterioso alone di energia (simile a quello che circonda il - successivo, del 1993 - ramo spezzato dell'inquietante pseudobiblion "Novem Portis", di palese derivazione dal Necronomicon lovecraftiano), rimandando così, secondo molti più iniziati all'ambito informatico, alla morte di Alan Turing, fondatore della moderna informatica, nel 1954, per ingestione di una mela avvelenata al cianide. Cosa che portò a interpretare la cosa come suicidio, per la fascinazione da sempre avuta dallo scienziato per la fiaba di Biancaneve, ennesima variazione del mito edenico che viene così a intersecarsi al mito. La famiglia sostiene l'incidente, mentre molti avanzano ipotesi dietrologiche, legate alla attività svolta da Turing nello spionaggio crittografico. Ad ogni modo, in seguito la Apple cambiò il suo logo nella Mela del peccato originale. Non avrei mai pensato, però, che lo avesse fatto per prudente dissimulazione di un simbolo ancora più esoterico.



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