La Religione Liquida























La conferenza di ieri qui a Mondovì, tenuta dal vicedirettore del Cesnur, (il Centro Studi Nuove Religioni con sede a Torino, di cui riporto il bel logo in copertina di post), Pierluigi Zoccatelli, si è dimostrata decisamente interessante.

Il relatore ha esordito partendo dalle affermazioni di Solgenitsin che nel 1978 parlava di una "società in frantumi", frammentata cioè tra troppe weltanschaung, troppe visioni del mondo in contrasto tra loro. Oggi tuttavia la situazione è peggiorata, si parla di Società Liquida (Bauman) o Società Coriandolare (De Rita) ovvero frammentata a un punto tale che non è più possibile nemmeno identificarne i frammenti.

La situazione odierna inizia, per Antoine Faivre,  insigne sociologo francese, col protestantesimo: "C'est le premier pas qui coute", è il primo passo che conta. Quando, con Lutero, per la prima volta la faticosissima unità del cristianesimo occidentale ha iniziato un processo di frammentazione irreversibile. 

In verità, personalmente, ritengo che la situazione fosse meno unitaria già in precedenza: il residuo paganesimo nelle campagne, lo scisma con gli ortodossi, le eresie gnostiche e templari, Hus e Wycliff, solo per citare i casi più palesi, dimostrano che il quadro era tutt'altro che assolutamente unitario. Ma certo concordo che con Lutero si avvia una scissione di livello superiore, che di fatto avvia, con la modernità, un processo inarrestabile di ulteriore frantumazione. Dalle "due chiese", protestanti e cattolici, si giunge difatti all'attuale situazione di 25.000 confessioni protestanti differenti.

La situazione italiana, tuttavia, è apparentemente unitaria:  i vari metodi di indagine statistica concordano sul fatto che il 92.5 %  dei cittadini italiani (includendo gli immigrati, la situazione è ovviamente profondamente diversa) circa si professa cattolico, il 5% ateo o agnostico (dato in costante diminuzione), il 2.5 % di altre confessioni religiose. Tuttavia, il 92.5 % scende a un 33% di frequenza domenicale dichiarata, per una reale presenza del 17,5 % (in altri paesi formalmente cristiani, come la Francia, essa scende al 5%).

Le 624 altre confessioni religiose presenti in Italia includono molte delle nuove religioni: 300.000 Testimoni di Geova, 150.000 Pentecostali, che hanno di recente sviluppato un concordato con lo stato. 150.000 sono altri protestanti e così via, per un 50% di questa fetta (un 1% globale circa) che si riconosce in culti oltre i 10.000 aderenti.

Quanto resta si frammenta in culti minori, sotto il migliaio di adepti, non per questo irrilevanti: c'è il folklore dell'unico membro della Chiesa di Gesù-Gesù, ma anche i 250 membri di Damanhur, che a Torino hanno occupato una valle, costruito un tempio sotterraneo che attira 150.000 visitatori l'anno, hanno vinto le elezioni della vallata e assunto il controllo politico e sociale del territorio, con croce rossa, protezione civile e così via; oppure i 500 Hare Khrisna, che hanno diffuso 2.500.000 copie dei loro testi sacri in una indefessa attività di predicazione.

Ciò porta però alla constatazione che, presi per 33% i praticanti cattolici, un 2.5% di altre religioni, e il 5% di atei e agnostici, risulta una maggioranza del 60% che ricade in un cristianesimo formale, di fatto una sorta di sincretismo personale: il "credo, a modo mio".

20% crede nella reincarnazione, 25% nello spiritismo, un altro 20% nel contattismo alieno, un 75% nel paradiso, ma solo il 40% nell'inferno. È l'onda lunga del fenomeno della New Age: nato dal clima dei tardi anni '60, si era diffuso negli USA degli anni '80, giungendo in Italia nei '90. Si tratta in sostanza di una forma di Millenarismo, di spasmodica attesa della New Age dell'Acquario, in cui in concomitanza con l'effettivo passaggio a una nuova era cosmica, dai Pesci (Ichtios era il nome criptato di Cristo nei tempi delle persecuzioni) all'Acquario si sarebbe compiuto un passaggio a una Nuova Era religiosa.

Aggiungo personalmente che tali teorie erano già state avanzate da Carl Gustav Jung, e che qui a Mondovì erano state precocemente riprese dal segretario nazionale della Teosofia, il dottor Giovanni Gasco, che aveva fondato la sua rivista "Nuova Era", durata dal 1960 al 1966. (proprio alle soglie della nascita del New Age americano...).

Si tratta in sostanza, dice Zoccatelli, di un millenarismo, ma volto al positivo. I millenarismi positivi profetano l'avvento di grandi disastri, e benché falliscano la profezia della fine globale del mondo, possono comunque interpretare singoli eventi che danno loro ragione come "grandi segni". Il New Age, invece, per la sua natura di profezia positiva non è durato a lungo nella sua speranza di rinnovamento globale, ma si è evoluto verso la Next Age: un nuovo mondo è possibile, ma per te, individualmente. La svolta che si legge nel passaggio da "The Celestine Profecy" (1989) a "The Celestine Vision" (1998) in cui si ammette il fallimento collettivo del New Age favorendo il passaggio a un culto individualizzato. La religione dell'Acquario è logicamente, dunque, una Religione Liquida.

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