Monty Python and the Holy Grail
















(Allerta spoiler, as usual). Visto ieri il capolavoro graaliano dei Monty Python, il geniale gruppo di comici inglesi in grado di ironizzare con raffinatezza sui più alti dogmi religiosi (ed esoterici). A parte la pessima traduzione italiana, questo film del 1975 è fantastico per come riscrive il mito graaliano andando a colpire con pertinenza i vari caposaldi graaliani. 

La riscrittura dei cavalieri è esatta filologicamente: il puro Galaad  alla fine cederebbe volentieri alle vogliose custodi virginali (non per scelta...) della Cittadella dell'Avventura, mentre Lancillotto è invece un idiota fanatico violento, e la scena della fallita liberazione di quella che lui crede una principessa ricalca quasi passo passo una analoga e precedente scena della nostrana armata Brancaleone (1966) di Monicelli. Al successivo "Brancaleone alle Crociate" (1970) rimanda invece la scelta delle sequenze di animazione in stilema medioevale che vengono alternate al film "in carne ed ossa" vero e proprio, costituendo l'elemento più interessante, a mio avviso, del film, diventando il miglior avvertimento ironico che tutta la grandiosa scenografia del mito sacro ed esoterico si può svelare, alla fine, nient'altro che una quinta di cartapesta (come il magnifico altare illusionistico del Pozzo nella chiesa gesuita di Mondovì...).
Il pavido Sir Robin accompagnato da cantastorie che ne declama stentoreamente la pavidità può inoltre rimandare al Robin Hood (1973) disneyano dell'anno prima, altro testo interessante da trattare per come riprende tematiche dell'allegorismo medioevale (Robin è qui una volpe poiché rimanda al fablieaux del Roman de Renard; il gallo cantastorie che lo accompagna, Chanteclaire, rimanda a un altro personaggio codificato, e così via). Del resto, in Sir Robin ritorna l'elemento allegorico: l'animale del suo scudo è un pollo, Chicken, ovvero "strizza" in inglese.
Ovviamente i Monty Phyton giustificano l'inserimento delle animazioni con l'esibita "povertà di mezzi", facendo delle sequenze animate di raccordo un prolungamento dei cavalli simulati con delle noci di cocco e dei castelli dichiaratamente di cartapesta sullo sfondo: questa la giustificazione anche dell'aggiunta moderna del remake della canzone in modalità Lego (2001) contenuta nell'edizione moderna in DVD). 
Ma gli effetti di animazione sono troppo curati per ingannare lo spettatore più avveduto (e rimandano a quelli ugualmente spettacolari, che costituivano la sigla d'inizio di Brian di Nazareth), ripresi anche nella nuova sequenza aggiunta che va a formare l'introduzione del film in DVD.

La ricerca del Graal si concluderà ovviamente con un fallimento, come è giusto che sia filologicamente per il mito; anche se qui a fermare gli eroi è una retata della polizia inglese. La reliquia più alta dell'opera, apparsa appunto verso il finale, sarà così la Granata Sacra, che ritornerà nei videogiochi strategici dei "Worms" (1994) con una raffinata citazione videoludica (da parlarne in Wundergammer...). La miglior sopravvivenza per un'opera come questa, specie delle sue sgangherate e divertentissime animazioni.

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