Religion Wars



In assenza di novità ermetiche dal monregalese, e per staccare rispetto ai miei studi vampirici, propongo oggi una riflessione sulle nuove Religion Wars: le guerre di religione del software che vedono contrapporsi con virulenza, su internet, Apple, Microsoft e Linux e i rispettivi sostenitori. Non mi intrometto nei contenuti su cui non sono competente e su cui si è già espressa in abbondanza una pletora di persone più esperte di me (non dichiaro difatti nemmeno la mia appartenenza "religiosa" a un preciso sistema informatico, benché evidentemente ne usi uno e ovviamente uno di questi tre, non appartenendo alle infime minoranze ereticali). La mia riflessione, puramente ermetica (e in parte fantascientifica, riprendendo così il tema di questo "esoterismo moderno", ultimamente tralasciato) è legata all'importanza di questo slittamento dell'attenzione dal conflitto religioso propriamente detto a quello fideistico-informatico.

In fondo, l'adesione religiosa oggi sta divenendo blanda: le sette non crescono, gli atei diminuiscono, i cattolici di stretta osservanza pure, e i più sono all'interno di una religiosità liquida tipicamente new age (si veda il mio resoconto sulla conferenza Cesnur a Mondovì). Forse perché, inconsciamente, stiamo aderendo a quello che in modo improvvido è stato definito movimento transumanista (con un riferimento nobile al transumanar dantesco, ma che si presta a facili ironie).

Gli Ultraumanisti (traduciamo allora così) sostengono infatti la vicinanza al momento in cui sarà possibile tradurre la nostra mente su un supporto digitale, raggiungendo così una concreta immortalità. Francis Fukuyama, il  teorico della Fine della Storia nel 1989, li identifica come il futuro "principale pericolo" per la destra americana di cui è un referente intellettuale. Se in effetti riconduciamo i fatti dal 2001 in poi ad una parentesi, come sostiene lui in opposizione a Sam Huntington, superata in qualsiasi modo l'attuale crisi economica, il prossimo conflitto significativo si aprirà tra Ultraumanisti e Tradizionalisti, inorriditi dall'immortalità digitale che, ovviamente, sottrarrà fedeli alle religioni convenzionali.

Ecco allora che l'archetipo informatico si adegua, assumendo su di sé lo stigma della religione. Eco aveva identificato Apple col Cattolicesimo, per il suo uso delle Icone, mentre l'MS-Dos era protestante per l'interfaccia testuale. Tuttavia, dall'avvento di Windows in poi le parti mi sembrano cambiate. Nel generale iconismo, Apple è l'ebraismo, dove il testo sacro del software è leggibile da un solo popolo eletto, quello dei MacIntosh. Non a caso esso assume il nome e il simbolo della Mela Edenica, segnata dal morso di Eva: il fondamento stesso del mito biblico, il Peccato Originale che verrà sanato dall'avvento messianico di Cristo.

Windows, adatta a partire dal 1985 il verbo della Apple, lanciato nell'apocalittico e orwelliano 1984, in modo da renderlo leggibile a tutte le macchine di buona volontà. Esso è quindi la chiesa cattolica. Il suo patriarca, Gates, porta inscritto nel nome il riferimento ai Sacri Cancelli celesti di cui egli, come San Pietro pietra fondante della chiesa, detiene le chiavi. Cancelli/Gates che rimandano alle Finestre/Windows tipiche del sistema operativo (ma derivate dal sistema Apple) e che assumono, nel logo, l'aspetto di una bandiera con al centro una croce: evidentemente, l'In Hoc Signo Vinces visto da Costantino nel 313. 

Tuttavia nel tempo, dopo la diffusione del sistema, inizia una crescente ostilità verso il potere centralista di Windows; così giungono le eresie, come quella di Linux, che prende certo il nome da Linus Thorvald, il suo creatore, ma richiama nel nome anche uno dei primi papi, Lino, mentre la sua interfaccia grafica, Ubuntu, insieme, raffigurata con tre uomini che si tengono per mano in un cerchio (evidente richiamo della trinità così come appare nella Commedia), rimanda al fatto che tutti, non solo il clero informatico dei programmatori specializzati appartenenti all'Azienda,  possono contribuire a Leggere la Scrittura del software e migliorarla. Chiaramente, il Protestantesimo.

La tripartizione del momento religioso (Ebraismo-Cattolicesimo-Protestantesimo) rispecchiato nel trilogismo informatico (Apple-Windows-Ubuntu) si prepara così a una nuova sintesi con l'avvento dell'era ultraumanista. Possiamo immaginare una prima fase in cui la trasduzione della mente in un computer senziente avvenga con macchine di altissima qualità, rimanendo appannaggio di un nucleo ristretto della popolazione (Apple-ebraismo); in seguito, la promessa di immortalità, prima fatta schernire e aborrire dal grosso della popolazione, che non potrà permettersela, verrà sdoganata e diffusa, se non a tutti, a vasti strati di consumatori con macchine e sistemi operativi di neuro-duplicazione più imperfetti ma a prezzi più contenuti (Windows-cattolicesimo), quindi avverrà un miglioramento dal basso del processo (Ubuntu-protestantesimo). E così l'era delle Guerre di Religione Informatica potrà finalmente davvero iniziare.

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