Ritorno a Briaglia























Lorenzo Barberis, "Briaglia" (2011)























Lorenzo Barberis, "L'Adepto e il Maestro" (2011)

Strana giornata ermetica, domenica scorsa.

Premessa. Briaglia è in qualche modo la capitale esoterica del Monregalese, almeno per antichità storica, con il suo Cerchio di Pietre sacre celtiche,  pur molto contestato nel suo autentico valore (con particolare e per me inspiegata virulenza da esponenti che saprei appartenere al massonismo locale). La vecchia amministrazione l'aveva infatti dissolto, e rinchiuso i singoli menhir all'interno della confraternita locale. Quasi un rito esorcistico. 

Avevo visto le Pietre quando ero stato lì a presentare una mostra, purtroppo per nulla ermetica, nello scorso Maggio 2010 (il racconto della serata è fra i primi post attivi di questo blog). Ricordo che i nuovi amministratori, con cui avevo parlato, si riproponevano di ricollocare i monoliti in posizione. Fine della premessa.

Veniamo a noi. Domenica scorsa ricevo una mail di un amico che mi segnala il sito dell'Ars sui monoliti del monregalese (http://www.ars2000.it). Rispondo ringraziandolo della segnalazione, dicendo che già conoscevo. Il pomeriggio un altro mio caro amico mi invita a uscire: ha voglia di fare un giro, vista la bella giornata, dalle parti di Briaglia. Acconsento (ormai dimentico dell'email). Giungiamo sul posto e parcheggiamo. Ci accorgiamo che sotto la piazzola sono stati posti i menhir: l'amministrazione ha mantenuto fede a quanto detto. Peccato per l'allestimento un po' troppo da area pic-nic, con enormi cartelli di plastica a segnalare l'installazione. 

Ci avviciniamo ai cartelli: la plastica è completamente nera, come bruciata da qualche contaminazione chimica. Qualcosa non mi torna: la loro collocazione dev'essere recente, sei mesi fa erano solo un'idea nella testa degli amministratori. Per quanto il materiale possa essere scadente, come ha potuto rovinarsi così? Misteri. Il luogo comunque è suggestivo, e scatto alcune foto. E poi arriva. Un gatto nero, maestoso nella sua arrogante sicurezza felina. Si avvicina a noi, soprattutto al mio amico, con una confidenza che è strana. O forse è solo quell'eterna aria savant dei gatti, e la mia propensione maledetta alle sovrainterpretazioni. 

Comunque, rievoco la telefonata, e speculiamo sulla forza attrattiva di questi luoghi, che anche per Napoleone, che vi aveva iniziato la sua sfolgorante carriera militare con una brillante vittoria, erano i più belli del mondo. Parliamo ancora un po' del più e del meno, scatto alcune foto al gatto che passeggia sulle Pietre con rilassata confidenza. Osservandolo, notiamo dei buchi su alcune di esse, e anche strani gruppi di piccolissime concavità rotonde a gruppi di tre, come una sorta di impossibile impronta. Forse lo scopo per cui il diabolico famiglio ci ha convocati inconsciamente sul posto, scherziamo.

Ad ogni modo si fa tardi, ci allontaniamo. Relego tutto nel campo delle gusto sovrainterpretazioni. Questa mattina, dopo sei mesi, reincontro sotto scuola il pittore della poco esoterica mostra da me presentata a Briaglia. La nuova connessione non significa nulla, ovviamente. Ma ho comunque deciso che l'insieme di bizzarre coincidenze aveva raggiunto la massa critica sufficiente per meritare questo post.

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