I Tre Carnevali

























Lorenzo Barberis, "I Tre Carnevali" (2011)

Domani, meteo permettendo (ma pare di sì) seconda sfilata del carnevale monregalese, quest'anno decisamente più grandioso del solito, in un trend di crescita che ha oggettivamente caratterizzato le scorse edizioni, e come riconosciuto anche dalle maschere ospiti, se l'Abbas del carnevale di Fossano ha dichiarato, stando al quotidiano online TargatoCN, il carnevale monregalese come “un miraggio a cui guardiamo, Mondovì si sta imponendo in tutto il Piemonte come capitale del Carnevale, e siamo molto lieti di essere presenti qui stasera”. 

Un riconoscimento quasi pericolosamente carico di hybris per il monregalese, con cui il nostro carnevale sembrerebbe quasi ambire a scalzare la maschera del Giandjuia torinese, caso pressoché unico di maschera impostasi nel corso dell'Ottocento giungendo a pari livello di maschere dalle più profonde origini storiche; o ancor più al magnifico e terribile carnevale eporediese, basato sull'affascinante rito bellico della Battaglia delle Arance. E tuttavia si tratterebbe di una concorrenza a cui Mondovì non è nuova, dai tempi della remota - e poi persa... - contesa universitaria. 

Forse però la particolarità significativa del carnevale monregalese che gli dà una sua singolarità eccezionale è quella di riunire in sé tre fondamentali tradizioni carnascialesche: quella delle misteriche maschere veneziane, quella della sfrenata festività del carnevale di Rio, e quella dei colossali carri allegorici di Viareggio, quella già tipica dell'evento monregalese. Tre carnevali che vengono qui unificati dalla presenza dei primi due carnevali come ospiti del rito mondovita, com'è possibile vedere anche dalle tre foto che caratterizzano la copertina del post.

Per cui lunga vita al carnevale monregalese, e come dice l'inno creato nel 1903 nella Mondovì controllata politicamente da Giolitti, "Fuma tuti n'brindisi al Carlevé d'Mondvì".

Post più popolari