Shoot the Pope

"Gioventù Ribelle" (2011)

Infuriano le polemiche in questi giorni attorno a "Gioventù Ribelle", il videogioco dedicato all'Unità d'Italia dal Ministero della Gioventù presieduto dalla giovine Giorgia Meloni, classe '77. Il videogioco che avrebbe dovuto rappresentare l'eccellenza nazionale in campo videoludico parrebbe in effetti decisamente sotto gli standard di qualità, per usare un eufemismo. Wundergammer, la rivista di critica videoludica a cui collaboro, ne tratta qui con un pezzo di Pseudonimo, corredato da una pregevole vignetta di Ibizi, l'unica finora dedicata al videoludico affaire. 

In seguito al cancan mediatico il gioco è stato ritirato e su siti internazionali di videogiochi si discetta, tecnicamente, della possibilità di candidarlo al "Worst Game Ever", poco invidiabile titolo detenuto per ora dall'ET dell'Atari (1982), che sfruttando il volano sicuro del film di più grande successo di tutti i tempi riuscì a creare un flop tale da mandare in fallimento la propria società produttrice, aprendo così la "peste del software", la seconda grande crisi videoludica dopo la prima del '77. Il gioco potrebbe vincere il titolo, penso, se riuscisse a contribuire in modo determinante alla crisi del governo Berlusconi: in fondo, esso potrebbe divenire il simbolo dell'inefficienza governativa e proprio l'ala più potente del governo, l'asse Tremonti-Lega, ha scelto il videogame come metafora politica (il nuovo divo Giulio per rappresentare con essa i "mostri finali" della crisi economica, petrolifera e nucleare; i leghisti per stigmatizzare FarmVille come inadeguata virtualizzazione dei sani valori agricoli della civiltà contadina con cui molti di essi si identificano).

Ma non è questo che mi premeva sottolineare: la cosa che mi ha interessato è che il ritiro del videogame è stato causato non dalle critiche alla cattiva qualità (a cui si poteva ribattere, e si era ribattuto, as usual accusando i critici di opporre sterili catastrofismi a una sana cultura del fare) ma per il fatto che nel gioco era possibile sparare al Papa. Siamo difatti nel 1870, alla vigilia della Breccia di Porta Pia, e il generale Cadorna manda un proprio ufficiale a mandare un messaggio al Papa per riuscire a convincerlo ad arrendersi pacificamente ed evitare così l'Inutile Strage. Naturalmente, questa irenica pacificazione nazionale è estremamente gradita alla destra diciamo così meloniana, che a Roma cerca di convivere e accordarsi coi settori della curia più venati di nostalgia. Ma, tralasciando il fatto che la colomba bersagliera deve farsi strada a schioppettate tra le guardie papaline - siamo più dalle parti di Doom II che dello stealth mode - giunti di fronte al Papa, ovviamente, gli si può sparare. I programmatori si sono accorti dell'imbarazzante contraddizione, e l'hanno risolta facendo sparire in un lampo di luce e ritornare all'inizio il giocatore che tenti l'attacco finale. 

Una toppa peggiore del buco: perché ammette l'imbarazzo della possibilità di sparare al Papa, senza trincerarsi dietro il "non ci abbiamo pensato", e al tempo spesso consente agli anticlericali divertite satire sui nuovi poteri giunti al pontefice dall'ottenuta Infallibilità Papale. Oltretutto, è curioso che, nel rappresentare papa Mastai Ferretti nel 1870, all'età quindi di 78 anni, si sia prescelta una immagine di molto anteriore, che lo ritrae ancora nel pieno delle forze, all'avvio del suo pontificato. L'unica ragione che può venire in mente - dato che il gioco vanta una accurata ricerca storica alla sua base su documenti dell'epoca - è suggerire un parallelo con un altro celebre papa, ugualmente vittima di un attentato armato cento e più anni dopo, data l'indubbia somiglianza col Pio IX della prima fotografia. 

Un'ipotesi indubbiamente "diabolica", che quindi non intendo assolutamente fare mia. Ma certo potrebbe spiegare numerosi altri elementi clamorosi, quasi inspiegabili con la semplice incuria, quale il link per lo scaricamento del file nominato "dawnload". Un tecnico informatico dovrebbe conoscere almeno l'inglese più semplice del suo campo professionale; potremmo quindi vederci un riferimento alla "Carica dell'Alba", la liberazione di Roma con una nuova, più radicale Porta Pia. Qui sotto, ecco le due versioni di Pio IX,  nel 1848 e nel 1870.




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