Triumphi
























Lorenzo Barberis, "Allegories" (2011)

Ecco la seconda tranche del post fotografico dedicato al Carnevale monregalese, con i carri più tipici della sua tradizione: non tanto satirici quanto allegorici. Una sorta di rospo-drago rampante su quod apre al magnifico Giano Bifronte del gioco, che offre ai suoi devoti ora il volto benigno, ora quello collerico. Dopo un generico pagliaccio gigante è la volta del carro su Inferno e Paradiso, San Pietro e un colossale drago verde semovente; quindi un carro di tema egizio dove una Cleopatra sdraiata e seminuda pare controllare uno scorpione-centauro dalle chele iridescenti. Chiudono la sfilata un drago aggiogato e il Cavaliere per eccellenza, Don Chisciotte della Mancia. Il livello qualitativo è stato quest'anno decisamente superiore, e non sono mancati temi di suggestione ermetica come sempre in una festa surreale quale il carnevale, specie quello monregalese (he ospita del resto, in modo credo abbastanza esclusivo, anche una delegazione dei due più importanti carnevali del mondo: Venezia e Rio de Janeiro. A questi due elementi dedicherò un terzo, forse ultimo, aggiornamento fotografico del blog. Intanto, col rito carnascialesco mondovita, si è concluso anche il primo febbraio del blog, con un proseguire del trend ascensionale inaugurato dal nuovo anno: da 1500 le visite sono passate a 3000 al mese, oltre un centinaio al giorno, per un valore totale che ormai si avvicina a novemila visite.

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