Heroes






















Claire Bennet in "Heroes" (2006)

(Allerta spoiler as usual). Terminata la visione di Flashforward, di cui avevo scritto poco tempo fa, serie a mio avviso ingiustamente sfortunata, ho ripreso la visione della fortunata "Heroes", giunta ormai alla quinta serie. Io per ora sono alla terza, che si sta rivelando interessante ma sempre più intricata, dando sempre maggiore centralità, a quanto posso vedere, alla famiglia Petrelli e alla sua ultima epigona, Claire Bennet, attorno cui era già incentrata la prima serie nel fortunato teaser "Salva la cheerleader, salva il mondo". 

All'inizio il messaggio poteva sembrare avere il significato del celebre detto ebraico (chi salva una vita salva il mondo intero):: gli "Heroi", rappresentati appunto in primis dall'Hiro/Hero Nakamura autore della frasi, non potevano cedere agli opportunismi delle multinazionali deviate che si contendono il loro potere, e devono continuare ad agire con l'ingenuità positiva dei supereroi fumettistici. Andando avanti, però, il ruolo di Claire Petrelli assume nuovo significato. Due poteri sembrano difatti cruciali, superiori agli altri: la capacità di assorbire i poteri degli altri eroi, posseduto dal patriarca Arthur Petrelli, che li cancella, dal figlio degenere Sylar, che uccide la vittima nell'assorbirli, e soprattutto dal positivo Peter Petrelli, il quale invece si limita ad assumerli su di sè senza danneggiare la vittima. Claire ha però un potere chiave, innanzitutto perché, ovviamente, è immortale, data la sua continua rigenerazione (nella foto di copertina, mentre si appresta a scoprire tale sua capacità con un primo doloroso esperimento), e poi perché, portatrice sana del super-superpotere di famiglia, è in grado di fungere da catalizzatrice per fornire un potere a coloro che ne sono privi.

Un terzo tipo di potere ha una notevole importanza nella trama, ed è quello di ottenere visioni dal futuro, che vengono solitamente rappresentate tramite disegni, e che generano la eterna lotta tra gli Heroi e la loro Predestinazione. Un tema che ricollega alle grandi produzioni fantastiche degli anni 2000 (Lost ovviamente, ma anche 4400 e Flashforward, per citarne solo due) ma diviene anche un omaggio ai fumetti meno superficiale di quel che potrebbe sembrare: difatti le immagini vengono a formare singoli pannelli del futuro che gli Heroi e i loro nemici devono ricomporre in una tavola, attivando il meccanismo non sempre facile della Closure, che è il codice centrale del fumetto stesso.

Questo potere è l'unico che i comuni mortali possono già ora accedere, tramite sostanze psicotrope, e per un periodo momentaneo, che rende loro gli occhi glauchi. Un elemento che, assieme al rapporto paradossale tra predestinazione e conoscenza della stessa, pare rimandare a Dante (molto amato negli USA), il quale all'avvio della visione del Paradiso: dichiara  "Nel suo aspetto tal dentro mi fei / qual si fe Glauco nel gustar de l'erba /che 'l fe' consorte in mar delli altri Dei", passo che anticipa il celebre "Transumanar significar per verba / non si poria" a cui si ispirano etimologicamente i Transumanisti, cantori reali dell'ormai prossimo superamento dell'uomo come in Heroes stesso viene presentato.

Il tema supereroico viene così declinato da Heroes nella sua "italianità" anche per il particolare rilievo all'elemento della famiglia. Non a caso una famiglia patriarcale italo-americana, i Petrelli, è al centro della vicenda, e italo-americani sono perfino i due attori che impersonano gli Heroi della stessa, Claire appunto, che è Hayden Panettiere, e Milo Ventimiglia che impersona Peter Petrelli, di remote origini evidentemente non lontane di qua. Una coincidenza credo non casuale, se Hayden, che formalmente non è certo il tipo mediterraneo, è stata usata anche in una reclame da noi poco nota (ma penso rivolta più che altro al mondo americano) della Vespa, il design italico per eccellenza.






















Il tema del superomismo darwiniano diviene così letto non tanto come superomismo nicciano (è la linea, piuttosto, di Sylar) ma come supremazia della Famiglia in senso esteso, la necessaria alleanza tra i superuomini per "ragioni del sangue" adombrata nella figura vagamente mafiosa e comunque complottista di "Pater" (Arthur) Petrelli. Nè l'eugenetica dell'immancabile - e qui indiano, dati i tempi... - scienziato pazzo serve a qualcosa senza l'accesso diretto al Sang Real della stirpe originaria, il sangue racchiuso in Claire Petrelli come una nuova figura maddalenita, una "clara petra" in grado di donare a tutti gli uomini quei poteri superiori relegati solo a una ristretta casta evolutiva (e non è detto, però, che tale concessione sia un bene: la serie si tiene volutamente ambigua al proposito, con le sue oscure e sempre incombenti profezie apocalittiche). Claire Petrelli / Panettiere diviene così una sorta di "pietra bianca", un "pane di vita" capace di donare all'umanità l'accesso a uno stadio superiore tramite il suo sangue, il suo sacrificio. Ancora una volta, come nella Marvel della Silver Age, da un grande potere derivano grandi responsabilità.


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