Aaaaaarghhh!


Spero di aver inserito tutte le A e le H giuste nel titolo del teatrale "percorso semiserio nella paura", lo spettacolo di ieri sera al teatro Baretti di Mondovì , rappresentato dagli allievi del corso di teatro della compagnia monregalese dei Servi di Scena (a proposito di theatrum monregalese, il concorso studentesco l'ha davvero vinto "Antidotum Tarantulae", come ipotizzavo alcuni post fa).

Una serie di dieci piccole scene illustravano i vari gradi e tipologie di paura, con citazioni da grandi classici del teatro e della letteratura. L'idea del collage di terrori e fobie mi è piaciuta: dall'assemblaggio di testi diversi nasce di fatto uno nuovo, di cui autori sono gli attori. Direi che il focus del gruppo era sulla paura del diverso, dell'estraneo, dell'altro: il passante notturnioche vede in ogni altro passante uno spietato serial killer (ma per l'altro, l'assassino seriale è lui); il viaggiatore post 9/11 che vede in ogni altro passeggero un terrorista (e per questo diventa egli stesso il terrorista), la meravigliosa vecchina asserragliata in casa per paura del male del mondo (e in verità è lei che terrorizza ed uccide gli sventurati elettricisti che giungono a riparar antenne sul suo balcone). La morale insomma è che la Paura non è così brutta come la si dipinge, e non fan paura nemmeno lo scalcagnato ladro di Fo e l'inglese spettro di Canterville ignorato dagli americani fanatici dei rimedi del professor Pinkerton.

Specularmente, ha paura anche chi paura la suscita a ragion veduta: il Soldato (anonimo, ma il Ribelle sua nemesi porta la kefiah...) quando si trova dall'altra parte del mirino,  il Dittatore quando riceve la visita del Capo degli Uomini Buoni, voce della coscienza in verità fallace (ottima la citazione di Benni: chissà però quanti in sala hanno colto il riferimento a Pinochet e al suo Bianco Visitatore...). Alla fine, nell'ultimo brillante prezzo di bravura metateatrale, ha paura anche l'Attore prima di andare in scena. Una bella piece che direi di tipo illuminista, volta a fugare negli spettatori gli spettri di timori infondati con la risata liberatoria della ragione. Purtroppo, almeno per la gothic fear, ho paura che Lovecraft non sarebbe d'accordo.

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