Vittorio Varré

Vittorio Varré, "Il Grande Maestro", particolare.

"Black & White... with colours" è la nuova interessante mostra inaugurata oggi presso la sala espositiva della Meridiana Tempo, la mia libreria di fiducia, dove l'amico e collega Filippo Pagliano ha presentato l'arte di Vittorio Varrè in una affascinante conversazione con l'artista. Pur nella presenza di altre opere, la produzione di Varrè oggetto della mostra era  ovviamente la sua nuova serie in bianco e nero, nata come sfida per un autore che ha sempre cercato l'espressione tramite l'uso del colore.

Come è emerso nel dialogo tra critico e artista, nell'arte di Varrè si incrociano molteplici suggestioni: reintepretate con notevole autonomia personale: l'arte povera di un Burri per quanto riguarda la ricerca sui supporti in PVC e gli acrilici usati per la realizzazione delle opere, il dripping di un Pollock per la tecnica di stesura delle opere, la sintesi del Picasso ceramografo per alcuni segni, l'astrazione pura del Blue Ritter (di cui ricorre quest'anno il primo centenario) per certi altri. Al centro dell'arte di Varrè vi è però l'eterna dicotomia michelangiolesca tra la materia, necessario supporto dell'opera d'arte, e lo spirito che tramite di essa l'artista manifesta. Una concezione intimamente platonica dell'arte, cui si lega anche l'intensa influenza della musica riconosciuta dall'artista, dalla classica alla progressiva attuale. 

E in effetti i dipinti di Varré dialogano con l'osservatore tramite la fitta rete dei segni che li compongono, spesso evocanti simboli geometrici ed anche alfabetici e linguistici: le L rovesciate che compongono il naso e l'occhio dei volti quadrati, i cerchi e le stelle a otto punte variamente intersecati sulla superficie del quadro, le E, le W, le M variamente disposte nei capelli evocati come triplici punte variamente disposte, i tre puntini di sospensione che ricorrono spesso nei quadri e nei titoli delle sue mostre, quasi a sollecitare un dialogo con lo spettatore. Il bianco e nero, a mio avviso, accentua questo aspetto linguistico dell'opera di Varré, conferendo ancora più forza alle sue potenti immagini archetipe.

Il rigoroso B&W fa risaltare inoltre i rari punti rossi luminosi, gocce di fuoco a rilievo che costellano i suoi quadri: una tecnica che mi ricorda  un simile uso del rosso in opere in bianco e nero diversissime come lo "Schindler's List" di Spielberg o, nel fumetto, la "Sin City" di Frank Miller. Là però il rosso era solitamente simbolo di violenza: qui è una manifestazione di Energia.

L'immagine di copertina del post, "Il Grande Maestro", è indubbiamente fra quelle che possono più richiamare un tema ermetico ed è quella utilizzata anche nella locandina dell'evento. Il rosso qui segna le labbra del Discepolo e del Maestro, forse a indicare le sue parole di sapienza. Le tre stelle che inscrivono le due figure richiamano i tre puntini di sospensione tipici dell'artista e sono disposte a ricordare, forse inconsciamente, i tre punti pitagorici, simbolo iniziatico massonico e non solo. Del resto il tre ricorre con frequenza nell'immagine, in modo che pare difficile possa esser casuale. L'invito ai lettori del blog è, ovviamente, come al solito, di esplorare direttamente il bel sito dell'artista all'indirizzo http://www.varreart.com e a visitare la mostra, che resterà aperta fino all'11 giugno, nei locali dell'associazione in Piazza San Pietro 1.

Post più popolari