Il Velo di Maia


Spranger, "Maia e Vulcano" (1575)

L'inizio di maggio è stato occupato dalle celebrazioni per l'anniversario del blog, così il post sui significati ermetici del mese è spostato alla sua metà. Maggio deriva da Maia, dea latina dei campi che veniva celebrata col ritorno della fertilità primaverile. Nel mese a lei dedicato Vulcano le sacrificava un maiale, appunto l'animale a lei sacro, secondo un'usanza attestata anche nei paesi celtici. 

Del resto, i druidi sacrificavano in numerosi casi ancora proprio un essere umano, il "re di maggio" sacrificato alla Bona Dea che del mese era la regina. Ma nelle culture che avevano rifiutato l'antropofagia il maiale sostituiva il sacrificio umano, grazie alla corrispondenza che esiste tra le due creature: per il sapore simile,  collegato forse a una certa compatibilità genetica scoperta al giorno d'oggi, e soprattutto per la comune pelle rosata, forse connessa anche alla sacralità della Rosa, collegata alla dea dalla sua fioritura il tale mese.

Presso gli antichi, del resto, il maiale resta frequente metafora dell'uomo, ad esempio nella tradizione degli epicurei, che si considerano orgogliosamente "maiali del gregge di Epicuro"; una tradizione giunta in fondo fino a noi dalle fiabe all'anarchico Orwell, che nel suo "Animal Farm" fa dei maiali i più antropomorfi degli animali.



Nel cristianesimo Maia è trasfigurata in Maria, con un'inserzione consonantica, cui continua ad esser consacrata la Rosa. Il maiale non a caso diviene invece animale impuro nei culti ebraici ed islamico, in una accentuazione del rifiuto del sacrificio umano.

Difficile dire se ci sia un collegamento tra la Maia dei romani e la Maya indoeuropea dei Veda, dove essa identifica la realtà materiale come illusione che dev'essere squarciata rompendo il velo di Maya, formula tornata a noi dalla filosofia ottocentesca di Schopenauer in poi. E l'Ottocento artistico in fondo si era aperto con un'altra Maja Svelata, la popolana scandalosamente mostrata desnuda da Goya, il padre dell'arte moderna.


 Goya, "Maya Desnuda" (1800)

Ancor più improbabile una connessione (magari per via atlantidea) con i Maya d'oltreoceano, da cui si attende per il prossimo anno un'Apocalisse. Ad ogni modo, ripudiati gli antichi sacrifici umani, il mese di Maggio è quindi propizio a festeggiare con una bella braciolata, partecipando - volenti o nolenti - ad un antico rito plurimillenario. Alla forza degli archetipi non si può sfuggire.


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