Le cure di Curie


Marie Curie

Concludiamo la serie di post sul Nucleare con il post che ci riguarda più da vicino: i rapporti con la Mondovì Esoterica. Se dovessimo andare a recuperare una connessione remotissima e fondante, potremmo rispolverare il mito di Fetonte, che cadde con il suo "carro solare" (rubato al padre Helios) sulla confluenza tra Eridano e Dora, dove sarebbe poi stata fondata la città sacra di Taurinia, l'antica Torino, consacrata al dio toro solare. La caduta fetontica, infrangendo l'asse terrestre e causando l'incinazione dell'eclittica, avrebbe portato, secondo alcune versioni del mito, alla fine di Atlantide.

Nella lettura alchemico-fantascientifica di alcuni, la "caduta di Fetonte" e la conseguente, catastrofica distruzione di Atlantide non sarebbero altro che una prima clamorosa esplosione nucleare, tenuta occulta alle masse da un'élite iniziatica per evitare le ovvie resistenze anti-atomiche che susciterebbe (una tesi, in Italia, resa nota dal già citato fumetto Martin Mystere, del 1982, dove tale complotto degli Uomini in Nero svolge ruolo centrale).

Ma non è il caso di scomodare la fanta-archeologia, per una volta. A Mondovì, o più precisamente a Lurisia. Il nome del sito deriva da "losa", pietra in piemontese, assegnato al torrente con l'iniziale nome di Loserum poi modificato si nell'uso fino alla dizione attuale. Fin dal '600 difatti le ottime pietre locali vennero estratte ed utilizzate per i grandi cantieri del fiorente Barocco piemontese; l'attività estrattiva portò a scoprire le capacità curative delle acque del torrente e di alcune particolari pietre verdi, usate a tale scopo dalla popolazione locale.


E' una maliziosa Marie a pubblicizzare l'acqua Lurisia in questo manifesto anni '50?

Nel 1913 infatti, ai primordi dell'era atomica (è lo stesso anno del modello atomico di Bohr) un dotto visitatore, il professor Lincio, indaga tali materiali intuendo la loro natura radioattiva, e scoprendo trattarsi di Autunite, uno specifico materiale radiante dalle capacità curative. Sono gli anni in cui va preparandosi la Grande Guerra (1914-1918). 


Il ministero bellico italiano si interessa subito del sito e del possibile utilizzo del materiale radioattivo nel conflitto; l'importanza è tale che nel 1918 venne invitata in loco  la celebre scienziata Marie Curie (1867-1934), che indagò i materiali presenti dando responso positivo. Due volte Nobel, nel 1902 e nel 1911, non solo Marie fu la prima donna a ricevere il premio, ma una tra i quattro ad averne più di una e, con Pauling, l'unica a possederlo in due aree diverse dello scibile: chimica e fisica. Durante il conflitto, la Curie aveva avviato l'uso delle radiazioni nelle cure dei soldati feriti, uno studio che proseguì anche in età post-bellica, morendo per gli effetti radioattivi nel 1934. 

Nel 1921 iniziò quindi a Lurisia l'attività di scavo da parte della Regia Commissione per la Radio-Attività. Successivi studi del 1925 e 1930 portarono infine all'apertura dello stabilimento termale nel 1940, alle soglie del secondo conflitto mondiale. Nel secondo dopoguerra, il centro divenne così un punto di attrazione curativa per eminenti personalità del mondo politico e culturale italiano (per approfondire, vedi qui).

A Mondovì Marie Curie fu in lizza per l'intitolazione dell'Istituto Tecnico, ma le fu poi preferito il locale Gian Francesco Cigna, fondatore dell'Accademia delle Scienze torinese. Per quanto riguarda il Nucleare, se fallisce il quorum al referendum - stando alle rilevazioni di mezzogiorno, tutto è ancora aperto - Mondovì scoprirà nel futuro un altro rapporto con la radioattività: nel piano di sviluppo nucleare, la centrale atomica piemontese è prevista a quanto pare nella vicina Fossano.

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