Secundum Sindonem



Fernando Bassani, "Secundum Sindonem" (1978 c.)

Scopro oggi dai giornali che è scomparso Ferdinando Bassani, scultore piemontese nato a Torino nel 1920, ma da tempo residente a Villanova Mondovì. Avevo conosciuto Bassani nel 2000, nel corso di una mostra illustrante i progetti per la fontana della “Porta di Mondovì”, e avevo avuto modo di parlare con l’autore apprezzandone la vasta cultura e la raffinata opera artistica, di cui mi aveva parlato volentieri e con passione.

La sua ricerca era partita coi Mondi, nel 1974: sfere metalliche di oltre mezzo metro di diametro effigianti dei pianeti in miniatura, ognuno dei quali rappresentava in sostanza una possibile profezia futurologica. In “Aggressione” si vedeva il futuro di una terra scavata dall’ipetrofia della popolazione e dell’espansionismo tecnologico, “Atomizzato” una catastrofe nucleare, “Alieno” mostrava un possibile mondo extraterrestre (o una terra dominata da esseri di altri mondi?). Queste tre profezie futuribili erano i tre temi prevalenti, da quello che mi fu possibile cogliere; anche se ovviamente con diverse variazioni nella futurologia effigiata.

Bassani mi aveva soprattutto illustrato la sua opera più importante, “Secundum Sindonem” (1978) realizzata dall’autore sulla scorta della prima immagine tridimensionale realizzata dai tecnici della NASA in visita a Torino, anche se reinterpretata nella sintesi personale dell’artista. Nel 1980 il cardinal Ballestrero l’avrebbe portata in dono al nuovo papa, quel Woytila salito al soglio pontificio proprio nel 1978, proprio dopo un intenso pellegrinaggio alla Sindone. L’immagine in effetti è molto potente, ed è di fatto una sorta di omaggio ufficiale ai moderni studi sindonici. In questo modo Bassani (che si interessò anche in seguito al quadrato del Sator Arepo, altro segno iniziatico forse legato al cristianesimo delle origini) ha legato con più forza Mondovì al mistero centrale del Piemonte, quella Sindone che rende Torino, in qualche modo, la sede terrena del Re del Mondo.

La modernità di Bassani era segnata dalla passione con cui, ultranovantenne, praticava la rete con una padronanza maggiore di persone più giovani di me: il suo sito internet è visitabile qui (www.fernandobassani.it) e il modo migliore di ricordarlo che mi viene in mente è invitarvi ad una visita, per intanto, virtuale delle sue opere.

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