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Lorenzo Barberis, "Santa Maria Novella: The Secret Sun" (2011)

Ritornati oggi dopo una esaltante settimana fiorentina, proprio in concomitanza - lo abbiamo scoperto dopo - con i cinquecento anni del Vasari, che della città-museo degli Uffizi è un po' il simbolo occulto (Google ha anche dedicato un suo "doodle" al mezzo millenario).

Il primo giorno è stato dedicato a Santa Maria Novella, a due passi dalla stazione dove si trovava anche il nostro albergo, la cui via di collegamento era costellata da simboli iniziatici degli Illuminati, il classico occhio nel triangolo. Simbolo mai più rinvenuto in altri giri fiorentini: se una spiegazione vi deve essere, la strada era legata ad alberghi "internazionali" legati nel nome alla presenza diplomatica straniera (Hotel Londra, Hotel Golf, Hotel Diplomat) con i loro bravi trionfi di bandiere cosmopolite. Cosa che forse ne ha fatto sede di cospirazioni per locali cospirazionisti, che hanno somatizzato nei suddetti graffiti.

A Santa Maria Novella comunque abbiamo avuto modo di ammirare, oltre al crocifisso di Giotto e a quello del Brunelleschi, tappe dell'evoluzione della rinascenza dal '300 al '400, la celebre Trinità del Masaccio che nel 1427 fu il primo esempio di prospettiva scientifica rinascimentale. La foto di copertina omaggia il sole che campeggia, seminascosto, in alto sul frontone della chiesa, simbolo di forte sapore ermetico e sacrale.

Poi, risalendo verso Santa Maria Maggiore, un giro anche nella centrale Santa Maria del Fiore, la cattedrale di Fiore-nze, fulcro della città e centro di tutte le nostre successive escursioni cittadine, per terminare davanti alla nuda facciata di San Lorenzo, la chiesa mia omonima forse più famosa nel collegamento al nome tipicamente fiorentino, che l'attuale sindaco Renzi vuol far completare sul modello dei progetti michelangioleschi, in un turbinar di spade con la sovraintendenza. Forse per questo ha imposto una esosa tassa di soggiorno che si aggiunge ai prezzi già alti della città - l'aspetto sicuramente meno gradevole della gita.

Il secondo giorno è ripartito dalla piazza del duomo, dove la potenza del campanile trecentesco di Giotto e la perfezione rinascimentale delle formelle quattrocentesche delle porte del battistero di Lorenzo Ghiberti  fanno dimenticare che la facciata della chiesa è una "ricostruzione" ottocentesca, non dissimile dagli attuali progetti di san Lo-Renzi. Quindi, si è risaliti verso Piazza della Signoria, la vicina sede del potere laico, comunale e poi signorile. Una rapida visione esterna di Orsanmichele, sede delle corporazioni, del palazzo del Bargello, sede del potere comunale, e quindi Palazzo della Signoria, la fontana del Nettuno, e poi soprattutto il complesso degli Uffizi vasariani, il simbolo stesso del potere mediceo, il primo museo d'arte del mondo, continuazione della strategia di Lorenzo per il primato di Firenze tramite l'arte e la cultura, Davide in grado di sottomettere il Golia europeo.

Il terzo giorno, Museo del Bargello, col meglio della scultura rinascimentale, ammirando il San Giorgio di Donatello - la prima opera scultorea in prospettiva centrale, del 1415 - e soprattutto appunto il suo David, che anticipa quello supremo di Michelangelo, ammirato il giorno successivo.Il pomeriggio, visita agli Uffizi, massima sintesi dell'arte rinascimentale, sulle cui impressioni mi riservo di scrivere ancora. Ovviamente, una mostra speciale celebrava appunto il trionfo vasariano, con un ampio dedalo di corridoi neri dedicati all'influente pittore-architetto fondatore della storia dell'arte occidentale.

Quindi, al quarto giorno, visita alla Galleria dell'Accademia, per amminare il David definitivo, quello di Michelangelo, che si staglia nella sua definita perfezione al culmine della galleria dei modernissimi Prigioni. Pomeriggio di shopping, soprattutto - per quanto mi riguarda - nelle meravigliose librerie del centro, ricche di offerte tentatrici su titoli di SF e fumetto.

Per il quinto giorno visita alla rivale Pisa, con ampio giro nella Piazza dei Miracoli e visita alla meravigliosa cattedrale. Colti diversi simboli ermetici soprattutto nella mirabile, babelica torre pendente a sette piani, sigillo di equilibrio cosmico secondo vari filoni della tradizione iniziatica.

Sabato mattina, sesto e ultimo giorno di vista, via Tornabuoni e salto fino a Santa Croce, purtroppo chiusa all'interno. In serata, per un ultimo addio a Firenze, giro della Firenze by night, a scoprirne il volto più notturno ed iniziatico.

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