John Searle



La Stanza Cinese di John Roger Searle è una delle più recenti e interessanti narrazioni filosofiche e informazionali. Searle, nato nel 1932, è uno dei più importanti filosofi del linguaggio contemporanei, formatosi alla scuola di Oxford e docente della materia presso l'Università di Berkeley dal 1959. Per una sua biografia più dettagliata rimando alla Treccani; la Stanza Cinese è una sua elaborazione del 1980, in cui teorizza che, se un occidentale si trovasse chiuso in una stanza assieme a un libro di corrispondenze tra ideogrammi, e ricevesse dei fogli contenente una sequenza ideografica, potrebbe cercare la risposta corrispondente su un foglio per poi restituirla all'esterno, dando l'impressione di conoscere il cinese pur ignorandolo completamente. Allo stesso modo, l'intelligenza artificiale potrebbe superare il celebre Test di Alan Turing, senza per questo aver prodotto davvero una intelligenza autocosciente, ma solo un perfetto meccanismo con una libreria sufficientemente ampia. Un po' quello che vale per gli scacchi come segno di intelligenza cognitiva, e non emotiva, soglia superata da Deep Blue nella sua storica vittoria su Kasparov nel 2001. Per una disamina accurata del paradosso di Searle rimando a un altro sito autorevole, la Lega Nerd, a me qui interessa soprattutto una ricostruzione della ricezione visuale di tale paradosso.

Iniziamo con Searle. Di lui si trovano molte foto online; tra cui quella del fotografo Steve Pyke; anche se preferisco quella anonima messa in cover, che ribadisce il collegamento tra Searle e la Pixel Art.

Tra le caricature, notevole è quella di David Levine, cartoonist del New York Review of Books.


Ma meglio ancora questa anonima caricatura in rete, che ci collega già al tema della stanza cinese, su un sito critico delle teorie di Searle, per quanto ho potuto capire, con Searle perso nella sua stessa stanza cinese, che usa gli ideogrammi per comporre una scritta "help".



Se ho compreso le obiezioni, che trovo ragionevoli, in definitiva si contesta che è del tutto irrilevante che il programma dia le sue risposte in modo automatico, finché l'inganno funziona: non c'è infatti ragione di ritenere che la nostra stessa mente possa essere ridotta a un meccanismo di quel tipo, aggiungerei io.

Concludiamo con un'immagine cartoonosa di Searle nella sua stanza. L'immagine ci ricollega all'iconografia della Chinese Room, che sarà oggetto del prossimo post.



Post più popolari