Cutthroat Island



 Visto ieri, per merito di Laura, "Cutthroat Island" (1995), che non conoscevo, film di pirati del Renny Harlin dello spaccone Die Hard 2 (1990) e del modesto "Cliffhanger" (1993), uno Stallone alpinista che so particolarmente irriso dal mondo dei veri rocciatori. Hardin è un onesto mestierante, in fondo, meglio del vuoto da videoclip tutt'ora imperante, e a quanto pare ancora sulla breccia, sia pure defilato.

Pprotagonista la moglie Geena Davis, il film, tradotto in italiano nel banale "Corsari", fu epocale come flop (costò cento milioni di dollari, ne fruttò dieci) e segnò la condanna del film "de' pirati" a Hollywood, che agli inizi dei '90 sembravano promettere bene con "Hook" (1991) di Spielberg, un Peter Pan visto dalla parte del cattivo, reso da Disney più simpatico del giovane satiro di Barrie per l'eterna sindrome di Wile Coyote che ti fa desiderare di vedere i Bimbi Perduti cotti allo spiedo assieme a Bip Bip.




Il film in sè non è malaccio, anche se non c'è molto di esoterico a differenza appunto di Hook e del grande videogame Lucasfilm "Monkey Island" (1992), che in quegli stessi anni aveva ripreso il mood piratesco portandolo a vette finora inarrivate in ambito videoludico tramite la commistione col fantastico (ne parla egregiamente qui il buon NumberSix). C'è il solito coté di "Treasure Island" (Stevenson, 1881) che ha affascinato anche quel vecchio pirata di Pratt, nel 1962, evocato fin dal nome insulare del film (come del più noto videogioco...).




La mappa del tesoro del padre divisa tra i tre fratelli Adams, che nell'anno del Signore 1688 si uccidono a vicenda per impadronirsene, il frammento tatuato sul cranio del padre della sensuale piratessa protagonista, nominata Morgan come il celebre pirata e la celeberrima strega, che gira sfregiata in volto per mezzo film; lo zio cattivo che ha una nave dal nome "Reaper", il Mietitore, con la polena della morte, mentre la nave di Morgan è la crowleyana Morning Star: il film alla fine ripercorre tutti gli stereotipi del genere, ma in modo non malvagio, e gode oggi di numerosi estimatori online che gli dedicano un numero sorprendente di video su Youtube, nonostante il fallimento all'epoca.



Forse gli è che nel 1995 era esploso il fenomeno del cyberpunk con dodici scimmie e Leonardi neri, e la gente era affamata di ben altri pirati che non quelli del lontano passato di cappa e spada, che interpretassero i moderni tempi di internet, terra promessa di hackeraggio e pirateria. O forse il fenomeno Tarantino aveva colpito il cinema nel 1994, imponendo un ritmo più frenetico e meno scontato di quello del film di Harlin, che pare girato ancora secondo gli standard del più classico neoaristotelismo degli anni '8, che per un attimo l'autore sembrò in grado di traghettare nei Nineties, alla fine fallendo.



Ad ogni modo, la nave di Morgan naufraga senza speranza sull'Isola dei Tagliagole, in attesa del passaggio delle navi di capitan Sparrow nel 2003, che tornavano a battere le rotte di capitan Treepwood conciliando il piratesco con una certa propensione al sovrannaturale. Di Cutthroat, forse sulla scorta dell'enorme successo di Monkey Island, fu tentato anche un videogame che, di fatto, sembra il fratello povero di Golden Axe in cappa e spada (vedi qui per un esempio). Decisamente, LeChuck non abita qui.



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